Discarica di Trani, l’accusa: “milioni di gas nocivi e metalli pesanti nelle acque per anni” – Comune si costituisce parte civile a processo VIDEO

Il Comune di Trani sarà parte civile nel procedimento penale per disastro ambientale che riguarda la discarica di contrada Puro Vecchio. Ventitré gli indagati, a vario titolo, nell’inchiesta: vale a dire due società e ventuno persone fisiche, tra le quali figurano anche due ex sindaci ed ex assessori e dirigenti tecnici del Comune.

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La discarica – stando a quanto rivelato dalle indagini – aveva continuato a ricevere rifiuti anche dai comuni dei dintorni di Bari fino al 2014 nonostante l‘Aia (l’autorizzazione integrata ambientale, rilasciata nel settembre 2008) era decaduta in quando l’impianto di biogas non era entrato in funzione. Il servizio Rischi industriali della Regione Puglia dispose poi la chiusura della discarica il 4 settembre 2014, a causa del superamento di alcuni parametri di legge. Il 15 gennaio 2015 la svolta: la discarica fu sottoposta a sequestro per via dell’“incombente e concreto il pericolo di esplosione della discarica, a causa della mancata realizzazione di impianto di captazione del biogas”.

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Lunga la lista delle accuse: disastro ambientale aggravato, omissione di atti d’ufficio, gestione continuata di rifiuti in assenza di autorizzazioni, emissioni nell’atmosfera non autorizzata sino alla corruzione aggravata. L’impianto finì sotto sequestro nel corso del 2015 e stando a quanto accusato, avrebbe esposto l’intera comunità territoriale a gravi rischi ambientali.

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Milioni di metri cubi di biogas a causa della presenza di percolato prodotto dalla grande quantità di rifiuti. Le emissioni inquinanti hanno interessato anche la falda: contaminata dalla presenza di metalli pesanti. Stando all’accusa, il disastro ambientale si sarebbe verificato in un periodo comprensivo dal 2009 al 2014. Nel corso degli ultimi anni, molte associazioni ambientaliste e semplici cittadini hanno cercato di convincere gli enti a promuovere la raccolta differenziata e la strategia rifiuti zero (riciclando praticamente tutto), al fine di evitare la creazione di ulteriori discariche.

 

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Intanto a Trani le accuse di disastro ambientale sono pesantissime. L’udienza preliminare, prevista inizialmente per questo mese, è stata rimandata, probabilmente per settembre o ottobre. Lo ha riportato anche il servizio televisivo locale che linkiamo qui sotto (Fonte VIDEO: Canale YouTube di Tele Sveva):

 

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