Gli ambulanti pugliesi sfidano l’Unione Europea: “pronti a scendere in piazza contro la Direttiva che ammazza le nostre famiglie”

“L’Autorità Antitrust, in data 07.12.2016 con il parere AS1353 (rif. n. S2692), reso ai sensi dell’art. 22 della legge n. 287/1990, ha evidenziato alcune criticità riguardanti i Documenti Unitari delle Regioni del 2013 e del 2016; di attuazione dell’Intesa della Conferenza Unitaria del 5 luglio 2012 (ex art. 70, comma 5 del d. lgs. 59/2010), relativa ai criteri di assegnazione dei posteggi per il commercio su aree pubbliche, con particolare riguardo alla durata delle concessioni e ai criteri di selezione in caso di domande concorrenti” – lo rendevano noto lo scorso 2 agosto 2017 le associazioni di categoria Unimpresa Bat, CASAMBULANTI ITALIA e A.C.A.B.

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“Nonostante la Commissione Attività Produttive abbia approvato nella seduta del 18 gennaio 2017 il documento titolato “Nota della Commissione Attività produttive della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in merito al parere dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sui problemi riguardanti la concorrenza e il mercato nel settore dell’affidamento delle concessioni di posteggio”, inviato all’Antitrust per tramite della Segreteria della Conferenza Unificata e lo stesso documento sia stato oggetto di discussione in Conferenza Unificata con l’Antitrust, il MISE e il Dipartimento delle Politiche Comunitarie, con ulteriore decisione assunta nella adunanza del 17.05.2017, esaminato il documento di risposta delle Regioni, l’Antitrust, non rilevando elementi idonei per un riesame del parere reso, ha mantenuto la posizione espressa nello stesso, evidenziando, in particolare, che non può essere ritenuto soddisfatto il contemperamento per motivi imperativi tra l’obiettivo di liberalizzazione, previsto dalla Direttiva Servizi, e la tutela del settore del commercio su aree pubbliche, considerata la posizione di priorità attribuita al concessionario uscente e la durata eccessiva prevista per le concessioni”.

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“Già in seguito all’emanazione del decreto Milleproroghe venne formulato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome un documento, in data 25.05.2017 – 17/64/CR8a/C11, nel quale si evidenziava lo stato di grande confusione che sta coinvolgendo le amministrazioni locali e gli operatori del settore. L’Antitrust, ferma sulle proprie posizioni, ha emesso due pareri, ai sensi dell’art. 21-bis della l. n. 287/90, uno nei confronti della Regione Emilia – Romagna (rif.S2692B), l’altro delle Marche (rif.S2692C), con cui si contestano i criteri di assegnazione dei posteggi e relativi punteggi, previsti in alcuni atti delle due Regioni. In tali provvedimenti regionali vengono richiamati i documenti unitari della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome del 24 gennaio 2013 e del 3 agosto 2016, nei quali, ai fini di un’omogenea applicazione dei contenuti dell’Intesa in Conferenza Unificata del 5 luglio 2012, venivano stabiliti la durata delle concessioni, i criteri di selezione e i relativi punteggi da assegnare nell’ambito delle procedure selettive”.

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“Nei recenti pareri ex art. 21-bis della l. 287/1990 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sostanzialmente ribadisce quanto già osservato con il proprio precedente parere reso noto con nota del 15 dicembre 2016, cioè che tali documenti unitari accordano una preferenza agli operatori già presenti, valorizzando in maniera eccessiva e prioritaria i requisiti di anzianità, ponendosi così in contrasto con l’art. 12 della Direttiva Servizi e con l’art. 16 del D.Lgs. 59/2010″.

“Il Documento della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome del 27 luglio 2017 sta dunque rimettendo in allarme l’intera Categoria ma anche coloro che, nel corso di questi anni di silenzio prolungato, avevano “dato certezze” che oggi si sgretolano come grissini”.

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In questi ultimi giorni sono stati numerosi gli incontri tematici che hanno anche registrato, in qualità di relatore, il Rappresentante delle Associazioni UNIMPRESA, CASAMBULANTI ITALIA e A.C.A.B., Savino Montaruli, il quale, ha dichiarato: “quello che sta accadendo ora non fa altro che alimentare le incertezze dei comuni, delle Regioni e di quei soggetti che hanno trascurato, pur consapevoli della condizione normativa, taluni elementi che avrebbero dovuto sin dal 2010 indurre ad assumere le iniziative di estromissione del Commercio Ambulante dalla Direttiva Bolkestein. Questa loro trascuratezza si è scontrata e continua ancor di più oggi a scontrarsi con l’Autority che deve garantire la corretta applicazione della Direttiva, senza posizioni di vantaggio esclusive quindi inapplicabili. Questa posizione dell’Autorità è nota ormai da anni e averla ignorata è stato un gravissimo errore, imperdonabile. Noi le situazioni le abbiamo analizzate tutte a fondo e i tavoli della massima rappresentanza istituzionale sui quali abbiamo discusso della delicata questione, a Roma, ci hanno dato ragione ma i provvedimenti governativi auspicati e promessici non sono ancora stati promulgati. Il tempo delle attese sta finendo e Settembre sarà un mese caldissimo. Altro che Caronte e Lucifero. Sarà difficile far ricorso ad altri personaggi mitologici per descrivere il fuoco che si scatenerà dal milione di persone, in sostegno ai duecentomila ambulanti italiani che riempiranno le piazze romane e tutte le Regioni italiane per gridare all’unisono: “FUORI IL COMMERCIO AMBULANTE DALLA DIRETTIVA BOLKESTEIN”. In quelle piazze ci saranno, dovranno anche esserci coloro che si sono seduti in rappresentanza dell’intera Categoria, non titolati a “spendere” una rappresentanza mai posseduta in tal specie; senza alcuna consultazione generale diffusa e soprattutto senza mettere in conto che quei criteri avrebbero potuto causare una situazione di caos indescrivibile qual è quella ora di fronte a noi. Una macelleria sociale ed un conflitto storico che scuoterebbe l’intero Paese. Il Governo deve evitare tutto questo, immediatamente, dando corso alle richieste delle Associazioni italiane Indipendenti ed Autonome che in questi ultimi anni hanno rotto il silenzio e portato avanti una battaglia di civiltà in tutte le sedi, con manifestazioni nazionali di portata storica, mai viste in tale misura.” – ha dichiarato Montaruli.

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“Nel frattempo” – fanno sapere dalle associazioni di categoria – “la Conferenza Unificata Stato regioni ha chiesto: 1) Un incontro con il Ministro dello sviluppo economico, per definire l’esatta portata della disposizione riportata nell’articolo 6 comma 8 del decreto legge n. 244/2016 (decreto Milleproroghe), convertito con legge n. 19/2017;

2) Un proseguimento delle attività del “Tavolo tecnico sulle problematiche relative al settore del commercio su aree pubbliche”, già costituito presso la Conferenza Unificata, con la presenza dell’Antitrust, per individuare le soluzioni percorribili, al fine di dare una risposta condivisa con i partecipanti alle eccezioni sollevate dall’Antitrust nei pareri citati nelle premesse”.

Anche a tal proposito le Associazioni UNIMPRESACASAMBULANTI ITALIA e A.C.A.B. hanno divulgato il seguente messaggio: “Le nostre Associazioni prendono apertamente le distanze da decisioni che dovessero essere assunte da soggetti non titolati a rappresentare la Categoria in modo diffuso quindi qualunque decisione che non sia quella dell’immediata estromissione della Categoria del Commercio sulle Aree Pubbliche dalla Direttiva Bolkestein sarà ritenuta illegittima, non concertata, autonoma, non condivisa e soggetta a contrasto istituzionale mediante l’utilizzo di qualunque legittima forma di protesta nel rispetto del dettato costituzionale, anche mediante l’ausilio di azioni giudiziarie comprese azioni risarcitorie coinvolgenti tutti i soggetti implicati in una vicenda dai risvolti ancora molto, molto oscuri”.

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