Uova tossiche con insetticida: sequestri anche a Bisceglie, Corato e Brindisi

Se ai primi giorni dell’allarme diffuso in Europa il Ministero della Salute negava esiti positivi sui controlli sulle uova italiane, adesso non solo il caso insetticidi tossici sulle uova si è allargato in tutto il mondo (si parla persino di Giappone), ma tracce di Fipronil sarebbero state individuate anche in alcuni lotti nel territorio del comune di Corato (Bari). L’allarme era partito da Belgio, Olanda e Francia e negli ultimi giorni è stato ufficialmente esteso in tutta Italia. Nelle ultime ore, la RAI ha reso noto anche il sequestro di uova nei territori dei comuni di Bisceglie (Barletta – Andria – Trani) e Brindisi. Alcuni sequestri sarebbero stati effettuati anche nella vicina Basilicata.

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A Corato, riportano alcune testate giornalistiche locali e quotidiani online, il Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Bari e dagli ispettori sanitari del Servizio veterinario della Asl, hanno già sequestrato 14mila galline e 1.500 uova a scopo cautelativo. I controlli sono estesi sia nell’area metropolitana di Bari che nella Provincia di Barletta – Andria – Trani. Sembra che in alcuni casi, parte della merce sia stata già trasportata nei vari punti vendita pugliesi, ma poi ritirata dagli scaffali. Per quanto riguarda Bisceglie e Brindisi, la notizia viene riportata in questo servizio RAI diffuso oggi:

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Prima che in Puglia, in Italia erano già scattate altre due denunce dopo le sette già notificate alle aziende agricole risultate positive al Fipronil dopo i primi controlli fatti dal ministero della Salute a Milano, Roma e Ancona.

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“Le attività di controllo da parte dei Carabinieri dei NAS, attualmente in piena fase esecutiva sull’intero territorio nazionale – si legge in una nota – hanno evidenziato due ulteriori positività di uova contaminate per presenza della sostanza insetticida denominata finopril rispetto a quelle già comunicate dal Ministero della Salute”. 

“Gli esiti preliminari dell’attività dei NAS – si sottolinea – si innestano nel più ampio piano di controllo disposto dal Ministero della Salute, elaborato per monitorare i prodotti a base di uova sia di provenienza estera che di produzione nazionale, al fine di rilevare eventuali situazioni di contaminazione con il citato insetticida, il cui uso è vietato negli allevamenti di animali impiegati per produzioni alimentari destinate al consumo umano”.

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I carabinieri precisano inoltre che “dopo un primo rintraccio e blocco di prodotti pericolosi o sospetti provenienti dall’estero, una seconda fase operativa sta interessando l’intera filiera nazionale del comparto degli ovoprodotti, alla quale i Carabinieri dei NAS partecipano attivamente con interventi ispettivi, campionamenti e sequestri cautelativi di prodotti di varie tipologie”. Video dell’operazione condotta dai NAS:

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Rischio per la salute dall’eventuale consumo di uova contaminate dall’insetticida fipronil:

Come riportano anche alcune testate giornalistiche online, il pericolo, infatti, “dipende dalla quantità di sostanza ingerita: se una persona adulta ne ingerisce una dose minima, i rischi sono circoscritti e limitati. Solo se la percentuale è più consistente e viene assunta in modo costante nel tempo, il rischio comincia a essere reale“, ha spiegato Luciano Atzori, biologo esperto in sicurezza degli alimenti dello studio Abr.

“Ma il rischio è soggettivo – aggiunge l’esperto – I bambini o anche gli anziani sono più vulnerabili degli adulti agli effetti tossicologici. Per loro anche un’assunzione limitata nel tempo e nella quantità può causare rischi”. Concretamente i pericoli per la salute dell’uomo “sono piuttosto modesti”, ha sottolineato nei giorni scorsi il direttore generale della sicurezza alimentare del ministero della Salute, Giuseppe Ruocco, anche perché “in base al livello di contaminazione reperito nei Paesi dove sono state trovate queste uova, e considerando la quantità dei consumi abituali degli italiani, anche l’eventuale ingestione non avrebbe effetti gravi”.

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In ogni caso, teoricamente, il fipronil assunto in forti dosi può avere effetti tossici “con problemi neurologici, vertigini, irritabilità e, in casi estremi, convulsioni”, elenca Ruocco. Mentre, assumendo per un lungo periodo la sostanza tossica, si rischiano danni ai reni e alla tiroide.

Non a caso, ricordano i veterinari della Federazione degli Ordini (Fnovi), “il fipronil non è stato autorizzato per l’utilizzazione negli animali che forniscono alimenti per l’uomo e quindi non sono stati registrati prodotti farmaceutici che lo contengono destinati a questi animali. Pertanto, nel caso in oggetto, le galline non sono state trattate con farmaci registrati, ma direttamente con il principio attivo preparato e somministrato in modo completamente illegale“.

I veterinari spiegano che “il fipronil è un insetticida da anni utilizzato in veterinaria per applicazione esterna contro gli ectoparassiti del cane e del gatto. L’autorizzazione all’immissione in commercio è avvenuta nel rispetto delle normative in vigore nell’Unione europea con la valutazione dell’efficacia del prodotto, della sua tollerabilità per gli animali e dell’assenza di rischi apprezzabili per l’uomo che viene a contatto con gli animali trattati. In tutti gli anni di utilizzazione del fipronil le osservazioni postmarketing (farmacovigilanza) non hanno evidenziato problemi che ne mettessero in discussione l’utilizzazione”.

Queste considerazioni, puntualizzano gli esperti, sono necessarie per tranquillizzare i proprietari di animali da affezione che, a seguito delle notizie di pericolosità emerse in questi giorni, pensassero di aver finora fatto correre rischi ai propri animali o di averne corsi loro stessi. I prodotti a base di fipronil, se correttamente utilizzati, secondo le indicazioni del produttore e la prescrizione del veterinario, sono sicuri”.

Nel frattempo, scoperta una seconda sostanza tossica:

Un nuovo capitolo si aggiunge nello scandalo europeo delle uova di gallina contaminateal fipronil che ricorda Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, era già stato segnalato in Italia dalla nostra associazione già a partire dal 1 agosto scorso. Nella soluzione disinfettante Dega 16 utilizzata negli allevamenti, sarebbe stato trovato un altro ingrediente pericoloso secondo un rapporto dell’autorità per la sicurezza alimentare belga. In particolare, sarebbe stata scoperta la presenza del pesticida amitraz, secondo quanto pubblicato dalla rivista “Der Spiegel” in data di ieri venerdì 18 agosto, citando un rapporto di gestione riservato dell’Ufficio federale della protezione dei consumatori e la sicurezza alimentare del Belgio (BVL).

A seguito delle indagini sui contenitori sequestrati nelle aziende agricole contenenti il disinfettante Dega 16 sarebbero state individuate tracce di amitraz. Tale ultima sostanza è un veleno che viene utilizzato per esempio nei cani contro insetti e acari. Come agente fitosanitario, non è più consentito a partire dal 2008 in tutta l’UE: nelle persone l’amitraz può causare problemi al linguaggio, pressione sanguigna bassa e disorientamento. Se il veleno ha contaminato anche le uova, ciò è ancora sotto indagine secondo quanto riferito da “Der Spiegel”. L’agenzia federale alimentare belga ha confermato, sempre secondo il settimanale tedesco che l’Amitraz è stato rinvenuto in due campioni della soluzione disinfettante. Tuttavia, per i consumatori non ci sarebbero più rischi imminenti secondo quanto sostenuto da un portavoce dell’Autorità.

Secondo la BVL, anche l’omologa olandese Nvwa ha già effettuato gli opportuni accertamenti, ma “finora non ha trovato nulla” in riferimento all’amitraz. Sino a ieri uova e ovoprodotti contaminati al fipronil erano stati riscontrati in 18 paesi tra UE e non UE come la Svizzera, il Libano e Hong Kong. Ora il problema è quello di capire cosa accadrà nel corso della riunione dei Ministri dell’Agricoltura dell’UE il 5 settembre. La Presidenza estone dovrebbe cambiare l’ordine del giorno delle riunioni dei ministri dell’agricoltura il 5 settembre, di conseguenza.