Cava dei veleni a Trani: confermati metalli e di PCB superiori alle CSC a due passi dalle coltivazioni. Prof. Resta: “rischi per salute umana, flora, fauna e coltivazioni”

 

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Il secondo servizio di Pinuccio andato in onda nei giorni scorsi su Striscia la Notizia deve aver contribuito fortemente a risollevare un caso che, nonostante gli annunci iniziali, non sembra affatto sia stato risolto. Come se non bastava la questione della discarica di Trani sotto sequestro, infatti, in Contrada Monachelle da troppo tempo i cittadini possono osservare la fuoriuscita di fumi accompagnati da odori nauseabondi. Un intervento di Carabinieri, Arpa ed Amministrazione comunale ha permesso di constatare la presenza sotterranea di materiale riconducibile a oli lubrificanti e gasoli e alla proprietà privata del terreno. Nonostante i tentativi iniziali di spegnere almeno i fumi che raggiungono la superficie, parte dei fumi sono ancora oggi evidenti. Questo nonostante le copiose precipitazioni piovose che avrebbero potuto spegnere gli incendi ma che invece, incredibilmente, non sono bastate

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Come dichiarato nel corso del secondo servizio di Pinuccio dal prof. Onofrio Resta (Direttore Dipartimento Cardiotoracico del Policlinico di Bari) “Queste sostanze potrebbero scatenare crisi asmatiche, irritare l’apparato respiratorio, creare delle polmoniti chimiche nel caso di ingestione” focalizzando l’attenzione non solo sulle potenzialità cancerogene nei confronti della salute degli esseri umani, ma persino dello stato di salute della falda freatica e quindi della flora, della fauna e delle coltivazioni vicine alla cava dismessa.  Nelle ultime ore, l’amministrazione comunale di Trani ha voluto diffondere il comunicato che riportiamo qui sotto:

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“L’Amministrazione Comunale fa presente l’attuale situazione e le iniziative in corso volte al contenimento delle emissioni fumogene e alla messa in sicurezza della cava in Contrada Monachelle, già sottoposta dalla Procura della Repubblica di Trani a sequestro penale, successivo alle segnalazioni del Sindaco di Trani che ha anche emanato apposita ordinanza (la numero 43/2017) volta all’eliminazione della fuoriuscita di fumi tenuto conto anche dei risultati degli accertamenti effettuati ad inizio novembre dall’Arpa su un campione di terreno, dai quali emergeva la presenza nel terreno di “olio minerale il cui profilo è sovrapponibile a quello di gasolio misto a olio lubrificante. L’Arpa dava inoltre atto che “non vi sono quantità di metalli e di PCB superiori alle CSC dei suoli ad uso industriale e commerciale”.

Le operazioni di messa in sicurezza e di riduzione delle emissioni fumogene, richieste dal Sindaco, sono state avviate il 7 novembre scorso alla presenza dei Carabinieri del NOE di Bari e della Stazione di Trani. La Provincia di Barletta Andria Trani il 24 novembre ha notificato l’avvio del procedimento amministrativo ex legge 241/1990, tre giorni dopo (il 30 novembre) il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente – NOE di Bari, di concerto con ARPA Puglia – DAP di BAT, ha notificato un verbale con cui venivano impartite le prescrizioni previste dall’art. 242 del D.lgs. 152/2006, volte anch’esse alla rimozione delle cause di inquinamento.

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Alla luce delle citate prescrizioni, dell’avvio del procedimento amministrativo, il custode giudiziario, ha nominato un esperto in problematiche ambientali quale consulente tecnico per condurre un prelievo rappresentativo di gas dagli effluvi gassosi e di verificarne la composizione chimica, di predisporre un piano di indagine preliminare.

Acquisita, la necessaria autorizzazione della Procura, il 7 dicembre, in presenza dei Carabinieri della Stazione di Trani, è stato effettuato un nuovo accesso presso il sito in questione allo scopo di effettuare il prelievo dei gas che, ad oggi, si sprigionano senza causa certa; sono stati eseguiti 2 prelievi, da altrettante fenditure sul piano campagna prospiciente una parte del ciglio della ex cava da cui fuoriuscivano effluvi gassosi, le cui analisi per accertarne la natura sono in corso in questi giorni presso il laboratorio chimico-fisico di riferimento. Durante quest’ultimo accesso, il consulente incaricato, al fine di rispondere appieno all’ordinanza sindacale 43/2017, come già eseguito il 31 ottobre ed il 7 novembre, ha prelevato un campione rappresentativo del già impiegato materiale di risulta e, contestualmente, un campione di terreno di riporto da un cumulo viciniore, al fine di verificarne, attraverso l’esecuzione di un test di cessione: anche questi test sono in corso presso il medesimo laboratorio. Il tecnico, infine, sempre in occasione dell’intervento del 7 dicembre, considerata l’evidente fuoriuscita di gas in più punti dell’area oggetto d’indagine, nonostante il duplice intervento di copertura già effettuato, ha consigliato urgentemente di eseguire un monitoraggio costituito da indagini geofisiche, non invasive, di tipo geoelettrico e georadar, con tecnica tomografica, al fine di esplorare il sottosuolo e quanto ivi eventualmente presente.

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Con istanza del 9 dicembre il custode dell’area posta sotto sequestro ha chiesto ed ha prontamente ottenuto dalla Procura l’autorizzazione ad effettuare queste ulteriori indagini alla presenza dei Carabinieri di Trani. Le indagini saranno eseguite nei prossimi giorni per poi elaborarne i risultati”.