Puglia: trovato calamaro gigante spiaggiato, partono le ipotesi scientifiche

Anche in Puglia ci sono spiaggiamenti di “calamari giganti“, anche se a dirla tutta non è ancora chiara la sua identità a livello scientifico. Per alcuni non si tratterebbe di un calamaro ma di un totano. E’ quanto riportato sui social grazie ad una serie di scatti fotografici diffusi su un gruppo dedicato a Manduria e poi riportato anche da alcune testate giornalistiche.

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La segnalazione è stata effettuata con alcune foto sui social (a tal  proposito, ricordiamo inoltre che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui). E’ anche possibile inviare segnalazioni con foto e/o video all’indirizzo email redazione@pugliareporter.com.

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Conosciuto anche con il nome di todaro, è caratterizzato da conchiglia interna, corpo allungato con pinne laterali più corte di quelle del calamaro e localizzate sul fondo della sacca, formanti una punta a lancia. Possiede 10 tentacoli, di cui 2 più lunghi e ricoperti da più file. Può raggiungere il metro di lunghezza e i 15 kg di peso. Una delle foto diffuse sui social:

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L’esemplare ritrovato in Puglia dovrebbe aggirarsi proprio sulle dimensioni appena descritte. Si tratterebbe dunque di un esemplare di notevoli dimensioni. Forse non record, ma dimensioni “massime” e di sicuro un esemplare raro vista anche la reazione degli abitanti del posto, che non hanno esitato a documentare il ritrovamento del grande mollusco con una serie di scatti fotografici.  Secondo altri potrebbe trattarsi di un esemplare di calamaro di Humboldt (nome scientifico Dosidicus gigas) un calamaro della famiglia Ommastrephidae, di notevoli dimensioni, che vive nelle acque della corrente di Humboldt, nell’Oceano Pacifico, a largo delle coste sudamericane. A causa della sua indole fortemente aggressiva e per la colorazione rossa cupa del corpo, questo calamaro è chiamato anche Diablo Rojo, il Diavolo Rosso. Vive di solito ad una profondità di 200-700 metri, sebbene non sia raro incontrarlo fino alla superficie, dalla Terra del Fuoco fino alla California. La sua presenza potrebbe essere giustificata dai cambiamenti climatici che potrebbero spingere alcune specie esotiche ad avventurarsi nel mediterraneo. Ma si tratta soltanto di ipotesi. Un’altra foto diffusa sul web:

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Il Dosidicus gigas è un calamaro di grandi dimensioni, fino a due metri di lunghezza. Vive in gruppi numerosi, fino a 1200 individui, e possono nuotare ad una velocità di 24 km/h grazie al sistema di propulsione fornito dal sifone. Ha degli occhi molto grandi per poter vedere nell’oscurità, lunghi tentacoli muniti di ventose uncinate capaci di afferrare saldamente la preda per portarla alla bocca ed è dotato di un becco molto duro all’interno dell’apertura boccale, il quale presenta una potenza tale da frantumare le ossa. Nemico acerrimo dei Capodogli, in quanto questi ultimi se ne nutrono. Tuttavia, proprio per la differenzia di distribuzione dal punto di vista geografico, sarebbe più probabile che quello trovato a Manduria possa essere un grosso esemplare di totano (Todarodes sagittatus). Un altro scatto fotografico:

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