Bisceglie: “potenziato il depuratore” e l’acqua ha questo “colore” – VIDEO

Siamo a Bisceglie, in via San Francesco e il colore dei reflui che sfociano in mare aperto ha ancora un “caratteristico colore“. Giusto negli ultimi giorni sono stati resi pubblici i risultati degli interventi di potenziamento dell’impianto di depurazione del comune di Bisceglie, e la predisposizione di ulteriori opere per l’affinamento e il riuso dei reflui in agricoltura, sono stati inaugurati dal presidente di Acquedotto pugliese (società che gestisce i depuratori nella regione), Nicola De Sanctis, dell’assessore regionale all’ambiente, Filippo Caracciolo e dal presidente della regione Puglia, Michele Emiliano.

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Nel corso degli ultimi giorni, erano stati illustrati interventi con la potenzialità dell’impianto da 67.579 Abitanti equivalenti (Ae, unità di misura che definisce la quantità di sostanze organiche biodegradabili), a 85.714 Ae, adeguandosi così ai parametri di legge. Gli interventi, facevano sapere fonti giornalistiche, riguardano sia la linea di trattamento delle acque, con un nuovo impianto di sollevamento e una ulteriore filtrazione, che la linea dei fanghi, con la realizzazione fra l’altro, di un nuovo digestore anaerobico. I lavori, finanziati con fondi CIPE, sono costati circa 2,9 milioni di euro.

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Nelle ultime ore, l’attivista biscegliese Titti Mastrapasqua si è recata sul posto ove l’acqua che dovrebbe essere depurata sfocia in mare, documentando quanto visto  (a tal proposito, ricordiamo inoltre che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui). Il risultato è alquanto curioso. Il VIDEO:

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Depurare correttamente l’acqua è importante perché quei reflui provengono dagli scarichi fognari. In sostanza, si tratta in buona parte delle feci dei cittadini. I reflui vanno quindi necessariamente depurati e le acque depurate possono essere scaricate in mare aperto. A dirla tutta, alcuni attivisti biscegliesi avevano proposto l’introduzione di impianti per il recupero dei reflui in agricoltura. I sistemi moderni consentono di rendere l’acqua talmente depurata da poterla riutilizzare per scopi agricoli. Negli ultimi anni, alcune segnalazioni documentavano la presenza di acqua da un colore molto “colorata”, in altri casi, si è parlato di resti di feci, così come documentato in alcuni video diffuso online.

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A pochi km di distanza, a Torre Calderina, tra i comuni di Bisceglie e Molfetta: se dall’altra parte della Puglia, a Manduria, i cittadini protestano e si oppongono alla costruzione di nuovi scarichi a mare, tra le Provincie di Bari e BAT la cosa sembra soltanto interessare alcuni gruppi di attivisti locali. Da tempo gli attivisti biscegliesi e molfettesi denunciano l’attuale situazione dello scarico che finisce nelle acque di una zona che dovrebbe rappresentare un’area naturale marina da difendere e rivalutare e che invece oggi vede la presenza di scarichi, spesso di un colore piuttosto “caratteristico” che lascerebbe non pochi dubbi circa l’utilità di una costruzione milionaria, quale una condotta sottomarina, da sempre criticata dagli ambientalisti locali.

La proposta di alcuni “meetup” infatti, sarebbe quella di eliminare totalmente gli scarichi in mare, effettuando una politica di riutilizzo dei reflui in agricoltura (opportunamente depurati). Nonostante vari comunicati e l’arrivo persino di Beppe Grillo ed Alessandro di Battista per sollecitare enti ed istituzioni a fermare il progetto della condotta e a controllare gli impianti di depurazione, quegli scarichi sono ancora li. Insomma, tra Bisceglie e Molfetta è la solita storia?

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