Giapponesi vendono focaccia e panzerotti pugliesi a Tokyo e diventano milionari “abbiamo imparato in Puglia”

Una notorietà quella dei prodotti pugliesi, che si sta allargando in tutto il mondo e che, anzi, non solo si sta manifestando attraverso episodi di proporzioni inimmaginabili, ma è già una realtà che, seppur silenziosa, sta portando indotti economici non indifferenti nel mondo intero. Oltre a parlare di mozzarelle, taralli ed olio extravergine di oliva, infatti, la focaccia pugliese, in particolare quella barese o anche quella “altamurana“, si sta facendo strada sino al Sol Levante.

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Lo testimoniano alcuni imprenditori giunti in Puglia per imparare le tecniche di lavorazione di questo importante prodotto che da tempo viene abitualmente acquistato dai pugliesi di tutta la regione nei panifici e nelle pizzerie. Un prodotto, la focaccia pugliese, spesso inserito anche nei menù dei ristoranti e delle trattorie, servita come pietanza principale o a pezzi anche come antipasti. E sin qui, nulla di nuovo, se non fosse che per l’appunto, questi lavoratori giapponesi hanno portato con se il loro bagaglio di esperienza sin nella loro terra di origine producendo guadagni direttamente sul posto.

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Stando a quanto riportato da alcune fonti, infatti, non sarebbero pochi coloro che hanno portato in città come Tokyo il prodotto di origini pugliese, riproducendo sul posto quanto fatto nel barese. Il risultato sarebbe formidabile, la focaccia non solo piace ai giapponesi, ma sarebbe talmente richiesta da produrre guadagni da capogiro, convincendo gli imprenditori giapponesi a proseguire sulla strada culinaria pugliese, pur trovandosi dall’altra parte del mondo.

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Già nel 2014, ad esempio, un ragazzo giapponese, dopo un lavoro durato circa 25 anni in Italia, è tornato a Tokio ed oggi si è inventato un business che nel suo Paese nessuno si era mai sognato prima: cucina panzerotti praticamente ogni giorno.

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A Bari, naturalmente, gli artisti della pastella sono un’infinità, ma a Milano, Roma, Berlino, Londra, New York, Tokyo, questi hanno velocemente imparato la stessa arte per cucinare una prelibatezza Made in Sud che sta avendo sempre più successo nel mondo.

Un indotto che riguarderebbe milioni di euro. Già l’anno scorso la nostra redazione aveva parlato di una coppia di altamurani che, trasferendosi nel Regno Unito, ha avuto successo nel produrre panzerotti facendo street food. Ma in Giappone la questione è capovolta: non siamo noi ad esportare, sono direttamente i giapponesi ad imparare da noi e a guadagnarci sopra. Un esempio: 800 Degrees Pizzeria Napoletana, situata a NEWoMAN Shinjuku è il primo punto vendita della catena americana di pizzerie in Giappone, e ci sono piani per aprire molti più punti vendita in tutto il Giappone. È stato aperto per la prima volta a Los Angeles Westwood nel 2012 dallo chef Anthony Caron e da allora si è diffuso negli Stati Uniti e all’estero con punti vendita in Giappone, Dubai e negli Emirati Arabi Uniti.

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Una tecnica che ci riempie di orgoglio ma che al contempo lascia l’amaro in bocca per tutti coloro che forse, originari della Puglia, avrebbero potuto fare affari in Giappone senza “intermediari”. Ma magari, nella mischia ci sono anche loro.

 

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