Grandine assalta le coltivazioni tra Barletta e Andria “reti piene”

Con le precipitazioni abbinate a temperature massime di 16°C e minime di 8°C la giornata di oggi è risultata “perfetta” per la grandine e così è avvenuto in Puglia, compreso nel territorio tra i comuni di Andria e Barletta. Come segnalato anche da alcuni cittadini presenti sul posto, la grandine ha colpito anche alcune coltivazioni del nord barese, così come documentato anche da alcuni scatti fotografici.

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La grandine si forma se le correnti ascensionali in un cumulonembo sono abbastanza forti; in questo caso accade che un primo nucleo di ghiaccio viene trasportato in su e in giù nella nube, dove si fonde con altri piccoli aggregati di ghiaccio e gocce d’acqua per poi ricongelarsi nuovamente e diventare sempre più grande. Quando le correnti non riescono più a sollevare e trattenere i pezzi di ghiaccio perché divenuti troppo pesanti questi cadono a terra; gli aggregati di particelle ghiacciate che non riescono a fondere prima di giungere al suolo causano spesso notevoli danni sia nelle campagne (coltivazioni, frutteti, ecc.) che nei centri urbani (alle abitazioni così come ai mezzi di trasporto).

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Quando “chicchi” di grandine che cadono ad alte temperature sono trasparenti perché privi di bolle d’aria; quelli che cadono a temperature più basse sono bianchi perché viceversa ne contengono molte. Durante e dopo una grandinata la temperatura si abbassa rapidamente (anche di dieci gradi in mezz’ora) perché il ghiaccio solido per trasformarsi in acqua liquida sottrae calore all’ambiente, con la possibilità a volte di generare trombe d’aria.

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Per domani, giovedì 8 febbraio, la temperatura massima dovrebbe aggirarsi sui 13°C, la minima di 5°C, lo zero termico si attesterà a 1750 m mentre per venerdì, 9 febbraio le massime dovrebbero attestarsi a 13°C, la minima di 5°C, lo zero termico si attesterà a 1800 m. In entrambi i casi, domani e dopodomani dovrebbe esserci un miglioramento, anche se le precipitazioni potrebbero ancora manifestarsi nel territorio.

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Alcuni scatti fotografici della grandinata delle ultime ore sono state inviate alla nostra redazione  (a tal proposito, ricordiamo inoltre che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui). Una foto mostra la grandezza dei “chicchi” di grandine:

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Esistono vari sistemi, usati prevalentemente in agricoltura, per ovviare ai danni da grandine, riducendone al minimo l’incidenza sulle colture. Per aree limitate (a causa dei costi di installazione) vengono usate reti antigrandine, in particolare per proteggere allevamenti e coltivazioni pregiate quali tendoni e spalliere per la viticoltura da esportazione e per la produzione di vini pregiati. Per aree vaste si usa invece un principio fisico, applicato spandendo tra le nubi dello ioduro d’argento. I chicchi di grandine si formano a partire da nuclei solidi molto piccoli; se si aumenta il numero di questi nuclei, si riduce in proporzione la dimensione media dei chicchi. Per ottenere tale effetto si usano tecniche diverse, come sparare dei razzi che esplodendo in quota liberano queste polveri, oppure spandendo le stesse con aerei appositamente attrezzati (tecnica cloud seeding). Un ulteriore sistema, la cui efficacia è ancora di opinione controversa, è l’uso del cannone antigrandine.

Altro metodo, indiretto, per limitare i danni economici da grandine è l’assicurazione (preventiva) dei raccolti: ad inizio stagione si assicura il prodotto per il valore che si ritiene di poter produrre sugli appezzamenti e, in caso di evento grandinigeno, vengono mandati periti che stimano il danno riportato dall’assicurato. Foto:

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