In Puglia la carota che contiene più iodio degli altri ortaggi e che migliora la salute

Mangiando dai 100 ai 200 g di Carota di Polignano biofortificata consentirebbe ad un soggetto di soddisfare il fabbisogno giornaliero raccomandato di iodio. Lo riportano i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista internazionale Frontiers in Plant Science che riporta alcuni risultati ottenuti nell’ambito del progetto BiodiverSO (Biodiversità delle Specie Orticole della Puglia), in sinergia col progetto di ricerca InnoBiOrt (Innovazioni di prodotto e di processo per la valorizzazione della Biodiversità Orticola pugliese).

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Solitamente, grandi quantità di iodio sono presenti nel pesce mentre la sua concentrazione negli ortaggi risulta normalmente molto limitati. Lo iodio rappresenta un componente fondamentale degli ormoni tiroidei e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la carenza di iodio è uno dei più gravi problemi relativi alla salute pubblica, perché la sua totale mancanza può portare a disordini dello sviluppo o, nei casi più gravi, patologie quali gozzo e cretinismo. Spesso, noi umani, per colmare questa mancanza, ricorriamo all’assunzione di sale da cucina iodato. Ma il sale può causare malattie cardiovascolari.

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Questa problematica potrebbe essere risolta con la Carota di Polignano, una varietà locale non ogm inserita nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Regione Puglia e riconosciuta anche dai presidi Slow Food.  La lunghezza delle radici varia da 15 a 25 cm, con un diametro che può raggiungere 5 cm.. Il colore esterno della radice varia dal giallo pallido al viola scuro, mentre quello interno dal giallo chiaro all’arancione chiaro.

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La carota è stata prodotta con una tecnica di biofortificazione, che ha comportato l’aumento del valore nutrizionale delle piante arricchendole in particolare di micronutrienti, in modo che questi possano essere trasferiti ai consumatori attraverso la dieta, ad esempio con gli ortaggi. Un innovativo processo di concimazione fogliare e di fertirrigazione in vaso ha permesso ai ricercatori dell’Università di Bari Aldo Moro e del Consiglio Nazionale Ricerche di individuare due differenti modalità di biofortificazione in iodio, anche se sarebbe necessario modulare accuratamente la somministrazione dello iodio nella soluzione nutritiva nel corso di tutto il ciclo di coltivazione.

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Il 19 febbraio 2018, il TGR Puglia, su RAI 3, ha trasmesso il servizio “La supercarota allo iodio” nel quale è stato tracciato il percorso che ha portato alla “biofortificazione” con iodio della Carota di Polignano. Oltre alle immagini suggestive dei campi difronte all’Abbazia di San Vito (frazione di Polignano a Mare) il servizio ha riferito la notizia della vittoria del premio AISSA 20018. Video:

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