Bari quegli scheletri antichi che parlano della necropoli della città vecchia – video

I resti ossei di alcune persone, tra questi quelli di una donna e di un giovane uomo sono stati ritrovati durante gli scavi per i lavori in via Sparano. All’angolo di via Putignani, nei pressi di Palazzo Mincuzzi sono stati ritrovati i resti risalenti tra il V ed il VI secolo dopo Cristo (tra il 400 e il 600 D.C.). Due orecchini ed un filo di rame sono stati individuati tra i resti ossei della donna mentre il giovane uomo aveva accanto a se i resti ossei di un neonato. Reperti portati in Soprintendenza, mentre i resti ossei sono oggetti di studio da parte di alcuni specialisti.

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Le prime ipotesi: è probabile che l’antico nucleo abitativo della città vecchia utilizzasse l’area fuori le mura (oggi identificabile nella centralissima via Sparano) come luogo di sepoltura. Difficile confermare se quella individuata sia una vera e propria necropoli, l’area è stata rimessa in funzione dei lavori di riqualificazione. Non ci saranno più studi archeologici sul posto, per il momento, perché la civiltà moderna ha necessità di riprendere il percorso della modernità. I resti ritrovati e prelevati, comunque, sono al sicuro ed ora oggetto di studio.

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Una scoperta durata tempo che ha causato alcuni rallentamenti ai lavori di riammodernamento dell’area interessata dal ritrovamento. Lavori che dunque riprendono senza nascondere la sorpresa dei resti di una Bari ancestrale, esistita secoli prima della prima pietra depositata da Giocchino Murat per la nascita del primo borgo extramurale del capoluogo pugliese, avvenuto nel 1816. La scoperta archeologica avvenuta a Bari permette di individuare i tasselli di un mosaico ben più antico e variegato. Il video del servizio del Tgr:

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