Taranto, genitori scendono in piazza: “i nostri figli stanno morendo di tumore, se Ilva inquina, arrestare gli impianti”

“Scendiamo in Piazza” è lo slogan dei Genitori Tarantini che stanno lottando per far rispettare la loro vita e quella dei loro figli. Per domenica 18 marzo, dalle ore 10, i tarantini dell’intera provincia sono invitati a partecipare all’evento “Chiudiamola qua!” che si terrà in piazza Garibaldi, a Taranto.

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Sostenuta dall’adesione ufficiale di 42 tra gruppi e associazioni del territorio, la manifestazione si dividerà in due parti: la prima prevede interventi di tecnici e medici, mentre la seconda parte sarà dedicata a imprenditori locali che hanno trovato la forza di investire sul territorio con attività alternative alle industrie inquinanti, per dimostrare, laddove ce ne fosse ancora bisogno, che le prerogative dell’intera provincia tarantina sono ben altre rispetto alle industrie che, oltre a produrre insopportabili danni alla salute delle persone e dell’ambiente, ne soffocano lo sviluppo naturale, creando anche percentuali di disoccupazione difficilmente recuperabili allo stato attuale delle cose.

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I Genitori tarantini desiderano ringraziare Rossella Baldacconi e Giacinto Ribezzo che nobiliteranno l’evento con una mostra di scatti fotografici dei mari di Taranto con la bellezza e ricchezza di biodiversità di cui sono ricchi. Una parte della piazza verrà attrezzata per accogliere i bambini. A loro si dedicheranno alcuni volontari per impegnarli in attività creative e regalargli, infine, quella che in altre parti del mondo sarebbe una domenica normale, ma che, a Taranto, diventa “particolare”. Il manifesto dell’iniziativa:

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Ecco il messaggio diramato dai Genitori tarantiniIl 18 marzo, scendiamo in piazza perché Taranto, troppe volte ed ancora oggi calpestata, ferita, violentata e derisa, torni ad essere rispettata e valorizzata. Scendiamo in piazza perché i valori della Democrazia, descritti e tutelati dalla Costituzione italiana e umiliati dal Governo di questa Repubblica, tornino a risplendere su Taranto, dopo il buio calato sui tarantini. Pretendiamo che l’immunità penale estesa ai futuri proprietari dell’industria siderurgica, insopportabile schiaffo alla Costituzione, venga rimossa. Pretendiamo che l’Autorizzazione Integrata Ambientale, laddove non soddisfatta, preveda sanzioni certe a carico dei gestori degli impianti. Pretendiamo dal Sindaco di Taranto e dal Consiglio comunale tutto, quali responsabili della condizione di salute della popolazione, di assicurare con certezza ai cittadini che nulla hanno da temere dalle emissioni inquinanti dell’Ilva”.

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“In caso contrario, pretendiamo che la salute pubblica venga tutelata avvalendosi di tutti i mezzi che la legge mette a disposizione del Sindaco e del Consiglio comunale, fino all’eventuale ordinanza di arresto degli impianti. Scendiamo in piazza insieme ai nostri figli per mostrare loro il nostro desiderio di lasciargli un mondo migliore e un posto dove possano giocare, studiare, crescere e diventare uomini senza il pericolo di non arrivare a realizzare tutti i propri desideri. Scendiamo in piazza per riaffermare a gran voce che l’intera provincia di Taranto, baciata dagli dei, dispone, e in grande abbondanza, di tutto quello che serve per una riconversione culturale ed economica che la possa riportare tra le grandi città europee e mondiali, posto che dovrebbe occupare di diritto. Infine, scendiamo in piazza per riaffermare una assoluta verità: non si vive di inquinamento. Di inquinamento si muore!”. A tal proposito vogliamo linkare il video di un servizio diffuso da Easy Tv (canale 190) diffuso lo scorso febbraio:

 

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