UE ad agricoltori pugliesi: “abbattete ulivi”. Da Bari e BAT un secco “No” – video

Coldiretti dice no all’estensione nella Bat e nel Nord Barese del piano di abbattimenti degli ulivi proposto dal commissario dell’Ue Vytenis Andriukatis . Secondo l’Unione Europea (non votata dagli italiani) le aziende che producono olio bio dovranno essere obbligate ad utilizzare sostanze che servono a distruggere gli insetti che trasmettono il batterio della Xylella (Philaenus Spumarius, comunemente noto come ‘sputacchina’): queste però perderanno la certificazione biologica (nonché il mercato) a meno che, nel frattempo, non riescano a far autorizzare alternative ammesse in agricoltura biologica. L’Unione Europea, stranamente, dimentica alternative fattibili: una ricerca tutta italiana condotta proprio in Salento, ad esempio, avrebbe messo in luce un trattamento a base di rame e zinco, completamente naturale e compatibile con l’agricoltura bio. E non solo, altre sostanze naturali potrebbero analogamente contrastare l’insetto. Questo trattamento per i ricercatori ufficiali risulterebbe insufficiente e poco efficace. Quindi dovremmo irrorare tutte le piante con prodotti chimici. Il tutto avviene mentre l’Unione Europea, che ci vuole tanto bene, continua a promuovere l’olio tunisino e a “ordinare” abbattimenti in una terra, il Salento, già pesantemente provata per via della costruzione del gasdotto della multinazionale, sempre promosso dall’Unione Europea e sempre senza il consenso delle popolazioni locali, i quali Sindaci si sono da tempo opposti allo scempio ambientale.

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Insomma, dopo secoli e forse persino migliaia di anni, i nostri ulivi rischiano seriamente di scomparire, almeno in parte, vuoi per situazioni anomale, vuoi per scelte politiche impopolari che negli ultimi anni, di fatto, non sembra abbiano risolto la questione. Altra questione riguarderebbe il rischio per le api, importantissime per l’ecosistema mondiale e a rischio estinzione in molte aree del pianeta proprio a causa di un uso eccessivo di prodotti chimici.

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“L’obbiezione è relativa al fatto che si stanno facendo trattamenti senza aver campionato e monitorato la situazione. Questo da un punto di vista tecnico è un errore, perché, quando si tratta ma non c’è il bersaglio, si immettono nell’ambiente principi attivi nocivi, e soprattutto si rischia di creare resistenza” tuona Vincenzo Vizioli, Presidente dell’Associazione Agricoltura Biologica Italiana (AIA). “Il decreto impone l’utilizzo di due prodotti, di cui uno è un neonicotinoide (acetamiprid, N.d.R.), per i quali si è chiesto il divieto in quanto fortemente nocivi per le api. Tutti e due comunque in biologico non possono essere usati”. Più cauta sui pesticidi Coldiretti che però comunque si oppone alla questione abbattimenti: “l’estensione dell’area oltre a far sbarcare il problema alla Provincia di Bari, rischia di lasciare il problema lasciandolo avanzare – il video del Tgr Puglia:

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