63mila agricoltori pugliesi prendono una pensione di 480 euro al mese, questa è la vera discriminazione. Tagliate i vitalizi milionari

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Molti agricoltori pugliesi, circa 63mila, prendono una pensione di poche centinaia di euro mentre nello stesso paese ex politici si rallegrano mensilmente con migliaia di euro al mese, divenendo, in alcuni casi, persino milionari. Occorre subito intervenire per ridistruLa dura realtà pugliese è stata ricordata da Coldiretti Puglia durante un laboratorio di idee nel settore agricolo svoltosi nel foggiano. Un incontro, quello promosso da Coldiretti, che possa attivare, mediante servizi molto innovativi, attività di welfare rivolte agli anziani e alle famiglie, in modo che le imprese agricole possano rappresentare una risorsa utile per rafforzare la rete di protezione nelle campagne e consentire una migliore qualità della vita nelle aree rurali. E’ il progetto lanciato da Angelo Marseglia di Bovino (Foggia), riconfermato Presidente dell’Associazione regionale dei Pensionati Coldiretti, nel corso dell’Assemblea elettiva regionale.

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“Le pensioni aiutano i bilanci per più di una famiglia su tre – ha detto Marseglia – con la presenza dei nonni in casa che viene giudicata positivamente per il contributo economico e sociale che sono in grado di offrire in un momento di difficoltà”. La presenza degli anziani all’interno della famiglia in generale, e di quella agricola in particolare, è stata considerata come una forma arcaica da superare mentre con la crisi – sostiene Coldiretti Puglia – si sta dimostrando fondamentale per affrontare le difficoltà economiche e sociali di molti cittadini. La solidarietà tra generazioni sulla quale si fonda l’impresa familiare è – aggiunge Coldiretti Puglia – un modello vincente per vivere e stare bene insieme e non un segnale di arretratezza sociale e culturale come è stato spesso affermato.

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“In Puglia sono circa 210 mila pensionati dei lavoro autonomo – 63 mila coltivatori diretti, 73 mila artigiani ed altrettanti commercianti – con un’altissima percentuale di pensioni integrate al minimo – ha aggiunto il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – che stanno vivendo un momento di grande difficoltà, ma che, nonostante tutto, sono impegnati nel presidio territoriale nelle aree rurali dove sono spesso il motore di iniziative ed esperienze culturali e di solidarietà. Secondo i dati dell’analisi territoriale dell’Istat sui trattamenti pensionistici, esiste una disparità di trattamenti nelle aree rurali alla quale si aggiunge la carenza di servizi sociali che rende più complessa la vita degli anziani”.

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Da qui la necessità di intervenire per recuperare il potere di acquisto delle pensioni più basse – è emerso nel corso dell’Assemblea regionale a cui ha partecipato il Segretario Nazionale, Danilo Elia –  eliminare ogni forma di discriminazione fra lavoratori dipendenti ed autonomi anche per quanto attiene gli assegni familiari, riconoscere un sostegno per le famiglie che si fanno carico di accudire in casa gli anziani con disabilità e/o non autosufficienza, definire i livelli essenziali di assistenza, potenziare i servizi di prevenzione presso gli ambulatori di medicina generale allo scopo di assicurare, agli anziani a basso reddito, gli accertamenti diagnostici in forma ambulatoriale, con riduzione delle liste di attesa, dei ricoveri in ospedale e della spesa sanitaria.

“I continui tagli apportati alla spesa sociale, la notevole riduzione del Fondo per la non autosufficienza – ha concluso il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti –stanno scaricando sulle famiglie l’inadeguatezza dei servizi pubblici per gli anziani e per i non autosufficienti e stanno minando la stessa qualità della vita dei nostri pensionati, una risorsa e un patrimonio da salvaguardare”. Va anche riconosciuto un sostegno alle famiglie che si fanno carico di accudire in casa gli anziani con disabilità e/o non autosufficienza. E’ evidente – conclude Coldiretti Puglia – l’insostenibilità sociale della situazione a carico dei coltivatori pensionati e delle loro famiglie, sui quali si vanno sempre più scaricando i disservizi e le insufficienze dell’intervento pubblico.

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Spesso si parla di “razzismo” e “discriminazione” ma effettivamente l’intolleranza parte nel meridione proprio a causa di anni di politica sbagliata a sfavore di chi ha lavorato duramente da una vita. Bene dunque tagliare i vitalizi dei parlamentari, alcuni divenuti milionari per averli accumulati anche con pochi giorni in parlamento. La ricchezza va ridistribuita equamente, a cominciare da chi la produce! La notizia è stata segnalata alla nostra redazione (a tal proposito, ricordiamo ancora una volta che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui. E’ anche possibile inviare immagini ed osservazioni all’indirizzo redazione@pugliareporter.com).