Puglia discute su organismo marino tropicale velenoso. Esperti: “è mortale, se la vedete allontanatevi subito”

Premessa: le informazioni riportate in questo articolo si limitano a menzionare fatto scientifici e non bufale online. I contenuti interpretati come “allarmistici” da taluni ed “esagerati” sono da considerarsi oggettivi davanti all’evidenzia scientifica sulla definizione di un organismo dalle caratteristiche potenzialmente pericolose e in alcuni casi addirittura mortali nei confronti dell’essere umano. E’ comunque importante che risulta ancora in discussione l’effettiva potenziale presenza di questo organismo marino nelle acque pugliesi e non avendo capacità di movimento autonome, l’arrivo in massa dell’animale di cui vi stiamo per parlare in maniera approfondita risulta assai improbabile. E’ chiaro che, con questo articolo non vogliamo seminare il panico attraverso presunte facili psicosi diffuse da altri sul web parlando di un animale la cui presenza nel mediterraneo risulta particolarmente limitata ma comunque confermata nella zona spagnola , e in Sardegna, della Sicilia e della Calabria (così come ricorda il Mattino), ma ci sembra anche giusto che i cittadini tutti debbano essere informati sulle caratteristiche di questo organismo marino per evitarne il contatto:

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Fatta questa utile e necessaria premessa, vogliamo parlavi di un animale che somiglia alle meduse ma che appartiene ad una specie tropicale anche più pericolosa. Dalle acque spagnole a quelle italiane sarebbe stata avvistata la “velenosissima Caravella portoghese (Physalia physalis), avvistata pochi giorni fa sui litorali iberici. Come riportano autorevoli testate spagnole, alcuni esemplari sono stati avvistati al largo di San Juan ad Alicante e delle Costa del Sole, quella sulla quale si affacciano le spiagge di Malaga, la stessa Almeria e quelle dove si riversano gli abitanti di Granada, Murcia. La medusa, ancora poco conosciuta, apparsa improvvisamente, giungerà a breve anche sui litorali italiani”. La dottoressa Angela Santucci, biologa marina presso l’Istituto di Scienze Marine del CNR di Lesina (Foggia) fa sapere che negli ultimi 10 anni gli avvistamenti di questi animali (che NON sono meduse) lungo le coste italiane sono aumentati addirittura di dieci volte. Per il suo aspetto, questo organismo marino viene spesso scambiato per una comune medusa, ma è in realtà un sifonoforo.  “Ormai ogni estate siamo a rischio a causa dell’innalzamento delle temperature globali, dei massivi traffici marittimi attraverso i canali che ci collegano con gli oceani, soprattutto quello di Suez, del depauperamento delle popolazioni di grossi pesci predatori, nonché competitori alimentari delle meduse” – spiega la biologa.

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Come riporta Wikipedia: la caravella portoghese (Physalia physalis Linnaeus1758) è un celenterato marino, unica specie del genere Physalia e della famiglia PhysaliidaePer il suo aspetto viene spesso scambiata per una medusa, ma è in realtà un sifonoforo. Non si tratta cioè di un singolo organismo pluricellulare, ma dell’aggregazione di quattro diversi individui specializzati chiamati zooidicollegati e fisiologicamente integrati tra loro al punto da essere reciprocamente dipendenti per la sopravvivenza. È dotata di tentacoli capaci di punture molto dolorose e pericolose per l’uomo. Le punture di una caravella portoghese possono essere letali per l’uomo. Essendo spesso scambiata per una medusa, si adoperano talvolta rimedi inappropriati: la composizione del veleno differisce infatti da quello delle meduse vere e proprie. Ecco come si presenta in mare (più sotto, vi spieghiamo alcuni consigli utili in caso di incontro accidentale):

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Alcune, arrivate dai tropici, possono essere letali. È il caso della “velenosissima Caravella portoghese (Physalia physalis), avvistata al largo della Sicilia, della Sardegna e recentemente anche a Villa San Giovanni (Reggio Calabria)” – spiega Santucci – “che nei suoi lunghi tentacoli ha tossine che possono causare fortissimi dolori e anche l’arresto cardiaco nell’uomo”. Cosa fare se una medusa ti colpisce? Poche, ma utili “regole d’oro”, suggerisce Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” in caso di contatto con questi animali:

Non strofinare bocca e occhi
Non lavare con acqua dolce la parte colpita: usare acqua di mare e disinfettare con bicarbonato; non usare acqua fredda o ghiaccio
Non grattare la zona ustionata (si accelera la sostanza tossica)
Evitare impacchi con aceto o ammoniaca: è un “rimedio della nonna” del tutto inutile; anche l’uso di alcool è sconsigliato
Non rimuovere i frammenti dei tentacoli della medusa con pinzette, ma con le mani
– Il rimedio migliore è un gel astringente al cloruro d’alluminio, utile anche per le punture di zanzara. Evitare pomate cortisoniche o antistaminiche

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Quelle riportate sono informazioni raccolte in base a dati oggettivi basati su ricerche scientifiche. Tuttavia – lo ribadiamo ancora una volta onde evitare accuse di “allarmismo” e di “esagerazione” se non addirittura di “bufala” (nonostante le informazioni riportate e constatabili attraverso semplici ricerche sul web) ci sentiamo di raccomandare i bagnanti di proseguire le loro vacanze al mare pur evitando contatti con animali marini. Riferisce il biologo marino Ferdinando Boero per Quotidiano di Puglia: non c’è allarme per il Salento.

La notizia è stata segnalata alla nostra redazione (a tal proposito, ricordiamo ancora una volta che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui. E’ anche possibile inviare immagini ed osservazioni all’indirizzo redazione@pugliareporter.com).

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