Vittorio Feltri ai pugliesi: “andate a raccogliere le olive invece di grattarvi le palle”. Edicolante pugliese boicotta Libero “non lo vendo più, mi sto grattando”. SINLAI replica a Feltri: “problema è la mafia e irregolari che si svendono all’agricoltura, pugliesi onesti e capaci”

“La Puglia ha un alto tasso di disoccupazione. Allora dico ai disoccupati pugliesi: invece di stare a casa a grattarsi le palle vadano a raccogliere le olive, vadano a lavorare la terra, senza aver bisogno che arrivino dei negri a lavorare per conto loro”. Vittorio Feltri choc in chiusura, l’altra sera durante l’intervento nella trasmissione televisiva ‘Stasera Italia‘ su Rete 4. Il direttore di Libero, ospite in diretta con il governatore della Puglia Michele Emiliano, ha infatti ‘picchiato duro’ contro i pugliesi in attesa di un’occupazione.

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“E’ una cosa indecente! Non abbiamo lavoro? Lavoriamo la terra. Ma che male c’è – ha continuato -, mica è una vergogna lavorare. Fate lavorare i pugliesi, i campani…lavorino tutti invece di chiamare i poveracci che arrivano dall’Africa!”. Le dichiarazioni hanno suscitato scalpore ed indignazione tra la popolazione pugliese, tanto da spingere alcuni a replicare a distanza al giornalista: “Causa problemi tecnici (ci stiamo grattando…) non sarà più in vendita “Libero” – annuncia un’edicola di Casamassella, frazione di Uggiano La Chiesa (Lecce).

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Mattia Calorio del SINLAI Puglia in risposta alle dichiarazioni di Vittorio Feltri sui pugliesi: “Basta con l’arroganza giornalistica, basta con il classismo sociale!”:

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“Ci rivolgiamo al direttore Vittorio #Feltri, partendo da un presupposto, uno molto semplice, ognuno ha il suo lavoro, ognuno ha le sue competenze, ognuno conosce la propria città, la propria terra, la propria regione e quindi nessuno meglio di noi sa cosa significa il lavoro nei campi pugliesi e che sparare a zero con i soliti luoghi comuni, tra i più beceri, del più becero Leghismo non porta a nulla se non ad uno scontro sterile e ridicolo Nord-Sud. Pertanto lasci parlare noi pugliesi, noi, che la Puglia la conosciamo bene, conosciamo i metodi di operare in tali ambiti lavorativi, nella fattispecie noi del SINLAI abbiamo dalla nostra anche la ribellione ai soprusi subiti”.

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“Ora Direttore, resti comodo sulla poltrona del suo studio e legga. La Puglia come ben sa è una regione che vive d’agricoltura, svariati sono i prodotti ortofrutticoli che la Puglia produce ed esporta in Europa, tra cui olive, pesche, uva, carciofi e ciliegie che sono i prodotti principali. Tali prodotti per essere raccolti hanno bisogno di lavoratori esperti, il lavoro nei campi per raccogliere i frutti della nostra terra, non sono affidati al primo che capita, non sarà seriamente così poco informato?  Non sarà davvero convinto che per i prodotti ortofrutticoli (tutti i prodotti ortofrutticoli) basti un secchio ed una mano?! Se fosse così, lei avrebbe ragione, basterebbe così poco, invece di oziare questi disoccupati terroni pugliesi, potrebbero alzarsi la mattina, prendere il secchio e andare a lavorare invece di “grattarsi le palle””.

Il lavoro nei campi è fatto di competenze professionali, di padri, figli di questa terra specializzati in tali mansioni, sottopagati ed umiliati. Padri di famiglia che lottano per avere i propri diritti. Diritti che dovrebbero essere scontati, diritti per la quale i sindacati (quelli di sistema, CGIL, CISL,UIL) hanno smesso di lottare. È una terra splendida la Puglia, non immagina quanto, non immagina quanto il motore della nostra terra potrebbe dare in più al nostro Paese, ma esiste un cancro che ha le radici, proprio qui. Il cancro peggiore della nostra terra si chiama Mafia“.

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“In tutto il Sud lei sa bene dalle notizie dei vari giornali, come funziona. Lei conosce Nicola Gratteri giusto?  Ne avrà lette di cose sul crimine organizzato spero, nel sud Italia l’immigrazione clandestina e’ un affare per il crimine organizzato. È un affare per chi gestisce l’agromafia. Sostituzione. Questo è il termine da usare, sostituzione. Ci sostituiranno non perché ci grattiamo le palle, ci sostituiranno perché siamo italiani, e da italiani pretendiamo i nostri diritti, un salario dignitoso, poter creare un futuro, creare una famiglia e comprarci casa. Ci sostituiranno perché siamo orfani dei sindacati, siamo stati sostituiti perfino nelle schiere delle manifestazioni in piazza per i nostri diritti di lavoratori italiani.  Un solo lavoratore che si ribella al sistema viene mangiato dal sistema. Con l’immigrazione irregolare anche 1000 lavoratori tutti insieme che si ribellano al sistema vengono mangiati. Perché sostituibili”.

“Ecco Direttore quindi, non ci sono pugliesi a cui piace grattarsi le palle, il problema in Puglia o nel Sud Italia in generale, è la mancanza dello Stato. Di uno Stato che dovrebbe combattere l’irregolarita’, dovrebbe riprendersi zone d’italia dove l’istituzione è il crimine organizzato. Non riduca tutto ad una mera sterile discussione Terroni-Fannulloni, mantenuti dal Nord che lavora e che produce. Non lo meritiamo da uomini, lavoratori e italiani” – conclude Calorio.

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