Decreto Dignità: tra le misure approvate abolizione spesometro per gli agricoltori e facilitazioni per i “ProntO”

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Approvato dalla Camera con 312 voti favorevoli, 190 no e 1 astenuto, il decreto Dignità del vicepresidente Luigi Di Maio ha comportato importanti cambiamenti anche per il mondo agricolo italiano. Con due emendamenti, accolti favorevolmente in sede di discussione, i parlamentari della Commissione Agricoltura di Montecitorio hanno raggiunto due importanti obiettivi per il primo settore: l’abolizione del cosiddetto spesometro e la possibilità di utilizzare i “PrestO” per il lavoro occasionale.

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Come annunciato in campagna elettorale abbiamo iniziato la sburocratizzazione delle procedure del comparto agricolo e introdotto semplificazioni per rendere l’utilizzo dei PrestO molto più fruibilespiega il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, esponente M5S della Commissione Agricoltura della CameraAbbiamo facilitato l’accesso alla piattaforma INPS che permette al lavoratore di registrarsi anche con l’ausilio di un intermediario (es. il consulente del lavoro); che il documento di pagamento possa essere stampato e pagato anche attraverso Poste Italiane e non solo con bonifico bancario; di estendere l’utilizzo dei PrestO ad un arco di tempo di dieci giorni anziché di tre e che le 4 ore di prestazione siano ‘utilizzabili’ nei dieci giorni prosegue L’Abbate (M5S)in modo da adeguare il lavoro accessorio alle esigenze dell’agricoltura spesso condizionate dal meteo. Inoltre, abbiamo garantito maggiore tracciabilità e trasparenza per facilitare i controlli abbattendo la burocrazia. Ovviamente, tutto ciò non si applica agli agricoltori di mestiere mentre viene esteso lo strumento dei PrestO alle aziende e alle strutture ricettive, fino a otto dipendenti, del settore turismo”.

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Altro atteso traguardo è stato quello dell’abolizione dello spesometro: si tratta dell’eliminazione delle comunicazioni obbligatorie per il pagamento dell’IVA per tutte le imprese agricole che fatturano meno di 7.000 euro l’anno e che sono esentate dal pagamento IVA. “Una misura per ridurre i costi e la burocrazia per i piccoli produttori italiani conclude L’Abbate (M5S) Un altro piccolo tassello che rende concreta la nostra promessa di sburocratizzare il primo settore”. Ora il testo passa in seconda lettura al Senato.

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