In Puglia aumentano i parti prematuri a causa dell’inquinamento

In Puglia (con particolare attenzione alle province di Brindisi, Taranto, Manfredonia) vi è un eccesso significativo dell’88% di parti prematuri. Lo attesta un recente studio di Anna Maria Nannavecchia, dell’Aress Puglia che sottolinea: “Numerose evidenze riportano possibili associazioni tra esposizione a determinanti ambientali ed alterazione degli indici di salute riproduttiva”.

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A ricordarlo è un articolo firmato da Alessandro Marescotti e pubblicato su Il Fatto Quotidiano che riporta: “E’ stata data finora poca evidenza a questa associazione fra parti pre-termine e inquinamento, ma è una realtà ormai diffusa e studiata in tutto il mondo”. Poi la menzione di una ricercatrice: “L’inquinamento atmosferico può danneggiare le persone non solo direttamente attraverso a respirazione, ma può anche compromettere seriamente la salute di un feto nel grembo della madre”, dice Chris Malley, ricercatore dello Stockholm Environment Institute (Sei) e autore principale del report pubblicato da Environment International. Uno studio condotto congiuntamente dall’University of Cincinnati e dal Cincinnati Children’s Hospital Medical Center ha scoperto che tra i 19mila parti prematuri studiati, il 97% era avvenuto in posti pesantemente inquinati dalle polveri sottili. I ricercatori constatano inoltre che questi bambini nati “pre-termine” hanno maggiori probabilità di soffrire di iperattività, disturbi dell’attenzione, dello sviluppo e del comportamento, oltre a essere più suscettibili alle infezioni batteriche.

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Dopo la sentenza di Strasburgo sul caso Ilva nessuno avrebbe di fatto difeso gli interessi dei bambini. Neppure questo governo che asserisce di essere il governo del cambiamento. Quella della Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo è una sentenza sull’Ilva che chiama in causa le responsabilità di tutti i governi, ossia dello stesso Stato Italiano, e chiama in causa direttamente le istituzioni che avevano il diritto di proteggere i diritti umani e non lo hanno fatto. Poi c’è chi, come il regista Giuseppe Giusto e l’attore Enzo Giraldo ha realizzato un singolare “spot” rivelatore:

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