Taranto, l’ex presidente della provincia Tamburrano (Fi) arrestato: “Mazzette per finanziare corsa al Senato della moglie”

Inchiesta sull’iter per l’ampliamento della discarica di Grottaglie e sul servizio igiene urbana del comune di Sava. Coinvolte altre sei persone, indagato anche un maresciallo dei carabinieri. Secondo la ricostruzione dei pm, Tamburrano si era adoperato per nominare un nuovo comitato tecnico e un dirigente nel settore Ambiente in cambio di denaro per la campagna elettorale della moglie (non indagata) e di un’auto da 50mila euro. Sette persone, tra cui l’ex presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano (Forza Italia), sono state arrestate dal

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La Guardia di finanza nell’ambito di una inchiesta della Procura sull’iter amministrativo per la concessione dell’autorizzazione all’ampliamento della discarica di Grottaglie-contrada Torre Caprarica. I reati contestati sono, a vario titolo, quelli di corruzione e turbata libertà degli incanti.

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Su disposizione della Procura della Repubblica di Taranto, militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza del capoluogo Jonico hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del locale Tribunale, nei confronti di figure eccellenti della politica e dell’amministrazione pubblica di Taranto. Tra questi spicca il nome di Martino Tamburrano, ex Presidente della ProcCoinvolto anche un membro della Commissione di gara per la Raccolta di Rifiuti Solidi Urbani di un comune della provincia di Taranto. Delle 7 misure cautelari 4 prevedono la custodia in carcere, mentre le restanti 3, gli arresti domiciliari. I reati contestati sono, tra gli altri, quelli di corruzione, e turbata libertà degli incanti.

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Come ricorda il Tgr Puglia, sarebbe stata creata una provvista economica per il pagamento delle somme mediante due contratti di prestazioni di servizi del valore rispettivo di circa 556mila euro e di 1.500.000 euro tra Linea Ambiente Srl e 2Lecologia Srl, per importi “altatamente sovrastimati rispetto al valore reale“. Contratti per i quali la emissione di fatture veniva gestita da Rosalba Lonoce (finita ai domiciliari). L’accordo corruttivo, sostengono gli inquirenti, era “talmente esplicito che il ritardo nel completamento dell’iter amministrativo aveva generato le vibrate rimostranze del corruttore che lamentava, per ogni giorno di inattività, un mancato guadagno costituito dai ricavi derivanti dal conferimento in discarica dei rifiuti”. Con Martino Tamburrano, Venuti e Lonoce è stato arrestato anche  il dirigente della Provincia Lorenzo Natile, ai domiciliari Rosalba Lonoce (figlia di Pasquale), l’ex presidente Amiu Federico Cangialosi, e l’ex dirigente Amiu Mimmo Natuzzi (presidente e membro della Commissione di gara per la Raccolta di Rifiuti Solidi Urbani).

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