Liste d’attesa ed altri disagi in Puglia, sindacati minacciano sciopero

Liste d’attesa, sanità territoriale, mobilità, rete dell’emergenza-urgenza, controllo della spesa, organici: è lunga la lista delle doglianze del sindacato, che ha rilanciato la propria piattaforma di proposte, a partire dall’accordo che fu sottoscritto già nel dicembre 2016. Sanità e Welfare, per gli Attivi unitari Cgil Cisl Uil Puglia è una vertenza nazionale e regionale. Come riporta il Tgr Puglia:

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Tra le tante priorità in testa alla lista vi è “la riduzione dei tempi di attesa, una problematica vissuta dai cittadini e dai pazienti come la grande criticità che compromette l’accesso e la fruizione delle prestazioni sanitarie da erogare. A questa si aggiungono il necessario rafforzamento dei Servizi territoriali e dell’integrazione socio-sanitaria, il potenziamento della prevenzione, l’attivazione dei PTA, lo sviluppo delle Case della Salute e delle cure primarie e intermedie. Ci sono poi questioni legate alla mobilità sanitaria, alla qualificazione della rete dell’emergenza-urgenza e della rete ospedaliera – con la realizzazione dei nuovi ospedali, all’adeguamento degli organici e al superamento del precariato. A tutto questo, si aggiunge la necessità di ripensare il ruolo della Sanità privata convenzionata, che ‘copre’ in media il 16% dei posti letto ospedalieri, raggiungendo il 40% nel settore della post acuzie, e che dovrebbe integrare il sistema pubblico piuttosto che essere un competitor, sfruttando condizioni di maggior favore dovute in parte, a cornici contrattuali meno tutelanti per il personale impiegato, che generano forme vere e proprie di dumping contrattuale sulle quali, non abbiamo registrato una decisa e determinante azione di contrasto dell’Amministrazione Regionale”.

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“Oggi riparte in Puglia la mobilitazione di CGIL, CISL, UIL sulla sanità e sul welfare, con un percorso che vogliamo programmare di iniziative territoriali, per giungere a quelle previste sul piano nazionale” aggiungono dai sindacati. “Se c’è la volontà politica è questo il momento di dimostrarlo. Alla Regione diciamo: ci convochi e progettiamo insieme il cambiamento. In caso contrario, il Presidente sappia che la nostra mobilitazione per sostenere questa importante vertenza non si placherà” – concludono.

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