Sversamenti petrolio nella zona acqua potabile per i pugliesi, dopo un primo arresto Pinuccio fa il punto della situazione “danno ambientale potrebbe essere devastante”. Un giovane ingegnere misteriosamente morto nel bosco aveva ragione – video

Basilicata: sversamenti petrolio nella zona acqua potabile per i pugliesi, dopo un primo arresto Pinuccio fa il punto della situazione:

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Come riportava lo scorso 2 maggio 2019 Striscia La Notizia: “Pinuccio questa sera torna a parlarci del processo a carico del COVA (Centro Olio Val d’Agri) di Viggiano, per le perdite di petrolio in Val d’Agri e la conseguente contaminazione dell’invaso del lago del Pertusillo. Come vi avevamo già documentato, è stato arrestato un dirigente Eni e sono stati rinviati a giudizio altri dirigenti Eni e tecnici della Regione Basilicata e la stessa Eni. Dalle carte del processo, però, emergono delle interessanti novità, che ci spiega il nostro inviato”. Nello specifico:

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Pinuccio intervista il giornalista Fabrizio Di Vito che ricorda l’insolito caso di Gianluca Griffa, ex responsabile della produzione del Centro Oli in Val d’Agri venne trovato morto in un bosco del Piemonte. In un memoriale aveva raccontato buona parte di quanto ora i pm di Potenza hanno ricostruito nell’inchiesta che coinvolge 14 persone per lo sversamento di greggio dai serbatoi. Il gip: “Agì con coscienza e scrupolo, ma venne emarginato“. Nelle carte i dubbi sul suo sostituto: “Prendono i giovani perché sono più facilmente controllabili” (Fonte: Il Fatto Quotidiano).  Il “danno ambientale potrebbe essere devastante” – conclude Pinuccio nel servizio, dopo aver intervistato Il video diffuso da Striscia:

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https://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/val-d-agri-disastro-ambientale-e-processo_51613.shtml

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