In Puglia migrante morto suicida. Aveva solo 20 anni “rivedere decreto Salvini”

La Camera degli Avvocati Immigrazionisti Pugliesi, seppur ancora in fase costituenda, avverte l’urgenza di esprimersi sulla notizia del ventenne nigeriano morto suicida nel C.P.R. di Restinco:

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“La Camera considera allarmanti gli effetti del decreto Salvini sull’immigrazione e la sicurezza (D.L. n. 113 del 2018), che pone evidenti problemi di incostituzionalità e che indebolisce il livello generale di tutela con particolare riferimento alle persone vulnerabili e con esigenze specifiche” – fanno sapere. “Lo stesso UNHCR ha espresso “preoccupazione per alcune norme del predetto Decreto Legge che appaiono in palese contrasto con la normativa internazionale sui rifugiati e sui diritti umani:

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1) il prolungamento a 180 giorni del trattenimento presso i CPR che pone interrogativi di compatibilità con l’articolo 13 della Costituzione.
In merito ha espresso forti perplessità anche il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute secondo cui l’estensione della durata massima del trattenimento non sembra trovare una giustificazione in un’esigenza effettiva del sistema, né sembra essere idonea al raggiungimento dello scopo che vuole ottenere.
2) anche con gli artt. 24 e 27, co. 2, per via della compressione del diritto di difesa e della presunzione di innocenza conseguente all’obbligo di lasciare il territorio nazionale in caso di diniego di asilo per sottoposizione a procedimento penale o condanna non definitiva, anche in pendenza di ricorso. Al netto di tutto ciò rimane solo una tristezza infinita per una giovane vita spezzata.”

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