Mercatone Uno, cliente pugliese segnala: “hanno parlato male di Di Maio invece che aiutarmi, propaganda politica a sfavore del Ministero”

Si sente truffato ed è giustamente preoccupato. Ma non è comunque disposto a sparare sentenze contro il governo e segnala invece sospette posizioni politiche da parte di chi dovrebbe intervenire nell’interesse del consumatore (e non nell’interesse della propaganda politica). E’ quanto riportato in una lettera dal sig. Maurizio – cliente leccese – in merito alla delicata e preoccupante questione riguardante la chiusura dei punti vendita della nota catena commerciale Mercatone Uno“:

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“Caro direttore, sono uno dei ventimila truffati da “Mercatone Uno”. Ho ordinato i primi giorni di aprile una cucina componibile, anticipando soldi, e ad oggi non ho ricevuto né la merce tanto meno mi hanno restituito i soldi – nella lettera, l’uomo racconta di essersi poi rivolto alla sede di un’organizzazione specializzata – almeno apparentemente – nella tutela dei diritti consumatori ma che invece si sarebbe rivelata poco efficace nel suo obiettivo ufficiale e decisa piuttosto a screditare il lavoro del governo italiano:

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“…hanno già raccolto almeno 15 clienti truffati da Mercatone Uno. Che possono agire con lettera presso il curatore fallimentare, che ancora non è stato nominato. Per agire hanno bisogno di iscrivermi come associato… L’unica cosa che cerco di chiedere, al mio interlocutore, se loro come federazione sono stati o saranno chiamati al tavolo delle trattative al Mise. E lui, senza perder tempo parte all’attacco: “…figuriamoci se il ministro Di Maio con tante rogne che ha in questo momento, convoca Mercatone Uno”. Intanto mi risulta che al Mise i rappresentanti dei consumatori e le organizzazioni dei lavoratori sono stati, in tempo, convocati subito dopo il fallimento. Il curatore fallimentare esiste già, ma presumibilmente l’unico intento della telefonata – (con il responsabile dell’organizzazione al quale l’uomo si è rivolto, ndr), – “non era tanto quello di darmi delle giuste indicazioni o le doverose tutele verso il fallimento della Shernon Holding, quanto quello di far propaganda a sfavore del ministro dello Sviluppo Economico, raccontando per di più un mare di castronerie a sproposito, con supposta prosopopea. Questo, caro direttore, per dire in breve come non si perde occasione per dare informazioni scorrette ai consumatori, dichiarare maldicenze e sulla base di queste esprimere la linea politica di un’associazione– conclude.

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