Avvistati anche in Puglia esemplari di “bottone blu” – tutto ciò che occorre sapere su questo organismo marino tropicale

Da non confondere con la ben più pericolosa “caravella portoghese” (di cui ne avevamo già ampiamente parlato in questo precedente articolo), il “bottone blu” è un organismo marino solitamente tipico degli oceani, ma a quanto pare, negli ultimi anni presente anche nel Mediterraneo:

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un esemplare di Porpita Porpita (è questo il nome scientifico del piccolo animale) sarebbe stato infatti avvistato negli ultimi giorni nella marina di Castellaneta, nel tarantino. Già nel 2018, comunque, si era discusso sulla sua presenza anche nelle acque di Otranto. La porpita porpita, o “bottone blu”, è un organismo marino costituito da una colonia di idroidi trovati nelle acque tropicali e subtropicali dell’oceano Pacifico, dell’oceano Atlantico e degli oceani indiani. Sebbene sia apparentemente simile a una medusa, ogni individuo  è in realtà una colonia di polipi idrozoici. Il pulsante blu è un condrophore, che è un gruppo di cnidari che comprende anche Velella e Porpema. I condrofori sono simili ai sifonofori più noti, che includono la caravella portoghese, o Physalia Physalis . Il pulsante blu vive sulla superficie del mare ed è composto da due parti principali: il galleggiante e la colonia idroidea. Il duro galleggiante marrone dorato è rotondo, quasi piatto e largo circa un pollice. La colonia idroide, che può variare dal turchese blu brillante al giallo, ricorda i tentacoli come quelli delle meduse. Ogni filamento ha numerosi rametti, ognuno dei quali termina in manopole di cellule pungenti chiamate nematocisti. Una domanda sorge spontanea? Questo animaletto marino è pericoloso per gli esseri umani? Ecco la risposta:

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La puntura del bottone blu non è potente ma può causare irritazione alla pelle umana. Il bottone blu stesso è un nomade passivo ed è parte della rete alimentare neustonica . È predato dalla lumaca di mare Glaucus atlanticus (rondine o glaucus blu) e dalle lumache di mare viola del genere Janthina. Fa concorrenza ad altri vagabondi per il cibo e si nutre principalmente di copepodi e larve di crostacei. Il bottone blu ha una sola bocca situata sotto il galleggiante, che viene utilizzata sia per l’assunzione di prede che per l’espulsione dei rifiuti. Dunque, nessun pericolo e nessun allarmismo inutile ma piuttosto tanta meraviglia per la presenza di un’ulteriore specie di derivazione oceanica che forse testimonia una significativa modifica della biodiversità marina nelle acque pugliese, forse causata anche dai cambiamenti climatici. Un video diffuso su YouTube mostra nello specifico come si presenta in natura questa creatura marina:

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