Aggressione al Pronto Soccorso di Molfetta: calci e pugni ai medici dell’ospedale

La Asl di Bari ha diffuso un comunicato stampa nel quale denuncia un’aggressione avvenuta questa mattina nel Pronto Soccorso dell’ospedale “Don Tonino Bello” di Molfetta da parte di un genitore che aveva portato il proprio bambino per delle urgenti cure. Questo il comunicato:

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Alle ore 12.00 circa questa mattina giungeva all’attenzione del Pronto Soccorso di Molfetta minore di anni 4 accompagnato dai genitori. Dopo una prima valutazione da parte dei Sanitari del Pronto Soccorso il bambino veniva inviato a consulenza pediatrica presso l’Ambulatorio di Pediatria dello stesso nosocomio. A seguito della valutazione pediatrica, il minore veniva ricondotto in Pronto Soccorso per un trasferimento presso altra sede per gli approfondimenti clinico-diagnostici del caso ed eventuale ricovero.

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Mentre il personale sanitario prestava l’assistenza del caso al piccolo minore e predisponeva il trasferimento presso altra struttura preventivamente contattata e idonea all’accoglienza del bambino, il padre, cominciava a inveire pesantemente contro i presenti, accusando i Medici di perdere tempo prezioso e minacciandoli duramente. Contestualmente aggrediva fisicamente i due Dirigenti Medici in servizio con calci e pugni e si scagliava contro le suppellettili d’arredo del Pronto Soccorso, sollevando una scrivania e facendo cadere a terra il computer.

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Mentre altri operatori del Pronto Soccorso cercavano di calmare il padre del minore, venivano allertate le Forze dell’Ordine che intervenute in loco hanno prontamente portato in caserma l’aggressore per i provvedimenti del caso. Nonostante le condizioni successive all’aggressione, i Medici hanno comunque garantito e disposto il trasferimento del piccolo in altra struttura ospedaliera con l’ausilio di altro medico che ne ha garantito l’assistenza durante il trasporto.

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“In questa vicenda – conclude il dott. Antonio Sanguedolceoltre che condannare il gesto dell’aggressore è opportuno mettere in evidenza l’abnegazione dei medici aggrediti che sentiti telefonicamente mi hanno comunicato la volontà di rientrare al più presto a lavoro. Il senso di appartenenza alla propria Azienda e al proprio lavoro da parte di questi due medici, dimostra il grande valore umano e professionale delle persone che quotidianamente operano nella Sanità”

 

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