Saline di Margherita di Savoia ai francesi, chi tutelerà lavoratori e ambiente?

“Centosessanta dipendenti da tutelare e un patrimonio naturalistico di altissimo pregio ceduto ad una società francese solo per l’acquisizione di un debito, nel silenzio generale: sul passaggio di proprietà delle saline di Margherita di Savoia urge un intervento serio e deciso della Giunta regionale pugliese. Parliamo di un riserva naturale protetta che si estende per 4.500 ettari con una superficie coperta dalle acque di 4.000 ettari – così il consigliere regionale Nino Marmo lo scorso 16 ottobre 2019. Nella sua analisi, Marmo proseguiva così:

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“Tradotto, le saline di Margherita sono tra le più grandi d’Europa. Ora, sulla stampa è stata pubblicata la notizia del passaggio delle Saline dalla società Atisale alla società francese Salins du Midi. Un’operazione avvenuta non per acquisizione diretta, ma per acquisizione di un debito (garantito da azioni) che la Atisale ha maturato verso il Monte dei Paschi di Siena. La società francese si è aggiudicata per 5,4 milioni la gara di Mps che, in tal modo, ha ceduto crediti per 16,7 milioni erogati da Salapia-Atisale. Alla gara si sono presentati anche Salapia con imprenditori locali, offrendo 5,6 milioni di euro. Ma Mps ha scelto la “strada francese” nonostante l’offerta fosse addirittura inferiore. Già dallo scorso gennaio, visto il silenzio assordante del Ministero allo Sviluppo Economico, avevamo chiesto al presidente Emiliano di convocare un tavolo con le rappresentanze dei lavoratori e delle società coinvolte per avere un quadro chiaro della situazione. E ciò non è avvenuto. Perciò, torno a suonare la sveglia al presidente della Giunta, perché in ballo ci sono 160 famiglie in ansia per il proprio futuro e la necessità di preservare una Riserva Naturale di pregio, un vero fiore all’occhiello per la nostra Puglia””.

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