“In Puglia prezzi olio troppo bassi, così svalutiamo lavoro” – Pinuccio difende gli agricoltori

“Amo poter condire la mia frisa con abbondante olio extravergine di oliva pugliese e nel versare quell’olio capisco dal bouquet di profumi l’immenso patrimonio che abbiamo in Puglia ma in generale nell’intera Italia. Secoli di cura per la terra che hanno portato la mia regione a produrre il 60% della produzione d’olio in Italia, nonostante questo i produttori sono al collasso e ogni oliva raccolta può diventare una perdita economica per chi decide ancora di crederci nel settore. Il paradosso è dato dal fatto che in una annata così feconda, con una qualità dell’olio eccezionale, gli agricoltori devono farsi due conti prima di raccogliere il frutto di un intero anno, poiché il costo di un chilo d’olio è pressoché pari a 4 caffè di un bar medio. Secondo Il Sole 24 Ore, infatti, in questi giorni in Puglia l’olio viene venduto fino ad un minimo di 3,50 euro al chilo, vanificando ogni sforzo economico e lavorativo. Un ribasso che si assesta a circa -20% che continua a far registrare punte sempre più basse” – questa l’analisi di Pinuccio diffusa su Facebook lo scorso 2 dicembre 2019 attraverso un post pubblico. Nella sua analisi, Pinuccio prosegue così:

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“Ad attaccare il nostro fragile mercato è soprattutto l’olio spagnolo, che minaccia l’intero mercato con le scorte stoccate, che rappresentano l’88% del totale mondiale delle riserve d’olio. Un colosso difficile da poter contrastare, se si tiene conto che le associazioni di categoria parlano di importazioni dalla Spagna che superano i due terzi del fabbisogno italiano. A questo si aggiungono le importazioni tunisine quadruplicate negli ultimi anni con prezzi che si attestano a 2 euro il chilo anche in annate dove quello italiano veniva pagato a 7. E naturalmente qui nasce la speculazione. Pur di vendere si accettano prezzi molto bassi, spesso il nostro olio viene usato per “tagliare” altro olio di qualità inferiore e se poi andiamo a vedere il mercato dell’oliva la situazione diventa ancora più tragica e diventa anche più difficile seguire il percorso del prodotto. Naturalmente dobbiamo sempre chiederci il perchè di un prezzo troppo basso per una bottiglia di olio extravergine. Le motivazioni sono tante e per legge dovrebbero essere segnate in etichetta. L’olio non è italiano, non è europeo etc etc etc. Ma spesso l’olio può arrivare ad un prezzo basso anche per un mercato gestito male e per un politica che a parole vuole tutelare i nostri prodotti ma nella pratica fa ben poco. Dietro un prodotto agricolo che viene svalutato così tanto c’è una storia di svalutazioni ovvero il lavoro, quindi la manodopera, la cura dei terreni e di un territorio e tante altre fasi della produzione ai più sconosciute. Ora i politici sono impegnati in queste eterne campagne elettorali e a me sembra che poi, esclusi i proclami, si faccia ben poco per tutelare quello che di buono produce il nostro paese” – conclude. Il post:

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Pubblicato da Pinuccio su Lunedì 2 dicembre 2019

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