Ex Ilva Taranto, possibile accordo Mittal: aumento produzione, intervento dello Stato, esuberi e decarbonizzazione.

Aumento produzione, intervento dello Stato ed esuberi . Questo in sostanza il sunto di un potenziale accordo tra la multinazionale ArcelorMittal e i commissari straordinari dell’ex Ilva di Taranto:

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così come riportato da numerose testate giornalistiche nazionali, infatti, in una stanza al primo piano del palazzo di Giustizia di Milano è stata firmata una prima intesa per portare avanti la trattativa che deciderà il futuro della acciaieria di Taranto. Un accordo, quattro pagine, scritto in inglese, che ruota intorno a quattro punti fondamentali su cui si sono espressi già negativamente i sindacati:

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Il Governo italiano, alla luce dell’interesse strategico nazionale delle attività di Ilva e del suo impegno per realizzare il ‘nuovo accordo verde‘ – si legge nella premessa del protocollo d’intesa – è fortemente impegnato a preservare il business come impresa corrente e gli attuali livelli di occupazione sulla base e coerenti con il nuovo piano industriale attualmente in discussione tra le Parti, che mira a produrre circa 8 milioni di tonnellate di acciaio entro il 2023. In pratica, verrà proseguito l’iter di produzione, anche se, per quanto concerne la discussa forma di inquinamento causata dalle emissioni, questa potrebbe subire una modifica “green” finalizzata alla possibile decarbonizzazione dell’impianto attraverso “una nuova società finanziata da azionisti pubblici e/o privati (‘Newco’) al fine di implementare e gestire, tra gli altri, ulteriori impianti di produzione di tecnologia verde nel sito industriale di Taranto”.

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