Ex Ilva Taranto, “accertare danno sanitario”

“Nel 2015, è stato accertato che c’è un rischio sanitario non accettabile per cittadini residenti nel quartiere Tamburi di Taranto a causa della produzione di acciaio dell’ormai ex Ilva, che in quell’anno aveva toccato i 4,7 milioni di tonnellate. Nel 2019, la produzione è rimasta più o meno la stessa e, di conseguenza, il rischio non è cambiato. Eppure, per le legge italiani, gli impianti siderurgici sono esclusi dalla Vis, la valutazione di impatto sanitario” – lo dice l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato che aggiunge:

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“A mio avviso, si tratta di una violazione della Direttiva Ue in materia, la 52 del 2014. E per questo ho inviato una interrogazione alla Commissione europea affinché confermi o meno questa violazione. Inoltre, ho chiesto a Bruxelles di intervenire con urgenza sull’impianto di Arcelor Mittal per far fronte ai rischi per la salute degli abitanti del quartiere Tamburi. Non è accettabile che la stessa Europa che dice di puntare sulla rivoluzione ecologica con il suo Green Deal, chiuda gli occhi dinanzi a uno scempio ambientale come quello che da troppo tempo viviamo a Taranto. La prossima settimana, la Commissione europea presenterà il suo piano per la transizione ecologica delle aree più inquinate, il Just Transition Mechanism. Taranto sia messa al centro di questo piano” – conclude l’europarlamentare pugliese.

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