Puglia: sigilli ai beni di un pregiudicato di Manfredonia. Dichiarava basso reddito ma aveva conti in banca e lussuosa abitazione

Nell’ambito di specifica attività volta al contrasto dell’ accumulazione illecita di profitti, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Manfredonia, nella prima mattinata di ieri hanno dato esecuzione alla misura di prevenzione patrimoniale del sequestro anticipato d’urgenza emesso, su richiesta del Questore di Foggia, dal Tribunale di Bari – III^ Sezione Penale -Misure di Prevenzione, presieduto dalla Dr.ssa Giulia ROMANAZZI, a carico di un noto pregiudicato del comune sipontino appartenente alla criminalità comune.

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Ieri due squadre composte da agenti della Polizia di Stato della Questura di Foggia e del Reparto Prevenzione Crimine di San Severo e dai militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Manfredonia si sono contestualmente portati presso la abitazione del soggetto destinatario della misura ablativa ed hanno posto sotto sequestro beni immobili e conti correnti intestati allo stesso ed ai suoi congiunti. Il provvedimento in questione è stato adottato all’esito di complesse indagini patrimoniali svolte dagli agenti della Polizia di Stato appartenenti alla Divisione Polizia Anticrimine – Ufficio Misure di Prevenzione della Questura di Foggia e dai finanzieri della Compagnia di Manfredonia, che hanno scandagliato la posizione patrimoniale di M.S., classe 68, già destinatario in passato della misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S., con precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti.

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Questi è elemento noto nell’ambito della criminalità comune operante in Manfredonia, comune recentemente sciolto ex art. 143 t.u.e.l. per accertate forme di condizionamento operate dalla criminalità organizzata ed attualmente amministrato dalla Commissione Straordinaria nominata dal Consiglio dei Ministri. Le indagini patrimoniali, estese ai familiari conviventi hanno evidenziato la disponibilità diretta e indiretta di beni di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, tanto da far ragionevolmente ritenere che siano frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego. Nello specifico, i beni mobili e immobili intestati al proposto ed ai suoi familiari conviventi, alla luce delle risultanze complessive dell’analisi delle movimentazioni economico finanziarie in entrata (fonti) e del raffronto con le uscite (impieghi), non hanno trovato giustificazione nei modesti redditi prodotti, a malapena sufficienti per le primarie esigenze di sostentamento dell’intero nucleo familiare.

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Il Tribunale di Bari, quindi, ha accolto la proposta formulata dal Questore di Foggia ed ha ordinato il sequestro di una unità immobiliare ubicata in zona di prestigio di Manfredonia e rapporti bancari per un valore di oltre 200.000 euro. I risultati ottenuti confermano il continuo coinvolgimento della Polizia di Stato di questa provincia e del Comando Provinciale Guardia di Finanza di Foggia, in perfetta sinergia con l’Autorità Giudiziaria, nella lotta alla criminalità organizzata e nel contrasto delle attività imprenditoriali, attraverso le quali le organizzazioni criminali reimpiegano i capitali illecitamente accumulati e si mimetizzano nell’economia legale. In questo ambito, la strategia della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza è fondata sulla sistematica aggressione dei sodalizi sul versante patrimoniale, attraverso attività investigative finalizzate al sequestro ed alla confisca dei proventi e dei beni ottenuti dalle attività delittuose.

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