Associazione Genitori tarantini: “Quella polvere color rosso vergogna…”

Comunicato stampa dell’Associazione Genitori tarantini: “Quella polvere color rosso vergogna che, a causa di una tromba d’aria, si è alzata dai parchi secondari dell’ex-Ilva troppo assomiglia alla colorazione che nel tempo hanno assunto i marmi originariamente bianchi che ricoprono i nostri defunti. Assomiglia in modo strabiliante al rosso vergogna che dovrebbero provare tutti coloro che hanno amministrato la Res publica, in questi ultimi anni, compreso le opposizioni. Quella polvere è figlia di prescrizioni A.I.A. da portare a termine entro il 2015 e procrastinate nel tempo grazie a governanti che hanno voluto favorire la produzione a caldo a scapito della salute e dell’ambiente. Non assomiglia, quella polvere, al colore del cielo che rivedranno finalmente a Trieste (dopo Genova), ma è gemella del colore del volto del ministro Patuanuelli, di quello del ministro Costa, del ministro Speranza, del premier Conte. E’ il colore della menzogna di Stato!

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Le immagini di quella polvere che si solleva minacciosa per ricadere sulla città di Taranto offendono gli occhi e il sentirsi italiani perché pari dovrebbe essere la dignità di ogni cittadino, come garantito dalla Costituzione italiana. Quello che non si vede, però, sono le emissioni letali che 24 ore su 24, ogni maledetto giorno da 55 anni a questa parte, quella produzione a caldo produce. Queste offendono l’ambiente, la salute e la vita umana, il senso della giustizia. Sono ferite aperte nelle pagine della Costituzione di questa Repubblica democratica che abdica ai suoi doveri per godere di piaceri erogati da multinazionali estere.

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L’associazione Genitori tarantini ritiene che i cittadini della provincia tarantina non godano degli stessi diritti dei connazionali, che la loro vita viene costantemente impoverita, che la paura di uscire di casa stia prendendo il sopravvento sulla felicità che può dare una semplice passeggiata. Sono, queste, ragioni sufficienti a farci muovere verso la costituzione di quel Comitato cittadino (già proposta dal professor Alessandro Marescotti durante la fiaccolata del 26 febbraio e purtroppo rimandata a causa della pandemia) che, grazie alle leggi che ne regolano il funzionamento, possa intervenire direttamente in tutti i tavoli riguardanti l’ambiente e la salute di Taranto. Un gruppo di associazioni che da anni collaborano empaticamente sta per fare nascere questo Comitato cittadino al quale ogni tarantino potrà aderire liberamente”.

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