Puglia: il mistero della colombaia di Torre Pinta (Otranto) – link video e foto

A pochi chilometri dal centro abitato di Otranto (Lecce) si trova un’insolita e misteriosa torre antica dall’insolita caratteristica architettonica:

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Introdotta nel contesto di un insediamento rupestre di epoca paleocristiana i cui resti sono oggi presente in una valle di ulivi, Torre Pinta custodisce ancora oggi al suo interno una serie di nicchie scavate lungo le pareti. La struttura presenta anche un vano circolare scoperto, riutilizzato, una volta scoperto, in colombaia:

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A pochi passi da #Otranto sorge l’#ipogeo di Torre Pinto una splendida #torre a #colombaia, edificata su un insediamento di epoca precedente e da molti ritenuta paleo cristiana. Scoperto nel 1976 fa parte di un complesso rupestre ricco di importanti testimonianze archeologiche e antropologiche, i cui reperti attestati risalgono fino all’età #mes#messapi Alcuni particolari rimandano direttamente ai #Messapi, come ad esempio un forno utilizzato per la cremazione o per i sacrifici e un centinaio di cavità utilizzate come urne cinerarie e, ancora, un sedile in pietra collocato lungo le pareti e utilizzato dall’antico popolo, come da loro usanza, per deporre i defunti seduti. #ipogeotorrepinta #messapic #messapia #puglia #visitpuglia #pugliainsolita #wonderful_places #wonderfulworld #pugliadascoprire #discoverpuglia #discoveritlay #pugliatolove #cosavedereinpuglia #salento #visitsalento #salentotolove #salentoinsolito #salentodascoprire #traveling #instasalento #instaplaces #instawow #instaarchaeology #tower

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Occorre infatti ricordare che un tempo la carne di colombo era prelibata e consumata abitualmente. La “colombina” – ovvero gli escrementi di questi uccelli – era utilizzata come concime naturale per l’alto contenuto di azoto e come prodotto adatto per la concia delle pelli. Il link ad un video diffuso sul web:

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Le colombaie erano anche luogo d’allevamento dei piccioni viaggiatori, utilizzati dall’impero bizantino e poi nei secoli XVI e XVII. In epoca medievale, anche l’Imperatore Federico II conosceva bene questa tecnica. Ciò che sappiamo di certo è che la struttura presenta un corpo centrale sul quale si affacciano tre vani che, nell’insieme, sono disposti a form di croce latina: i bracci corti della croce sono disposti ad est, sud e ovest, il lungo corridoio è orientato a nord. Scoperto nel 1967, il sito di torre Pinta è stato oggetto di svariate ipotesi. Secondo una di queste, l’ipogeo era adibito al culto funerario comprese urne cinerarie sfruttate proprio tra le nicchie. L’ipogeo si trova in una proprietà privata, presso l’agriturismo omonimo e poco distante dalla cripta di San Nicola venerata dai monaci basiliani. Riportiamo qui sotto alcuni link ad interessanti filmati diffusi su YouTube:

 

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