Lecce: Storia del misterioso anfiteatro romano, simbolo dell’antica Lupiae – il documentario con ricostruzioni 3D che tutti i salentini (e non solo) dovrebbero vedere – link video

Vista satellitare dell’anfiteatro romano di Lecce (Google)

L’Anfiteatro di Lecce è un anfiteatro romano della città di Lupiae (oggi Lecce , nel Salento, cioè il tacco dello stivale Italia). La grande struttura antica fu costruita tra il i ° e ii ° secolo d.C. e ancora oggi vicino a Piazza Sant’Oronzo:

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L’anfiteatro romano, insieme al teatro, è il monumento più espressivo dell’importanza raggiunta da Lupiae, l’antenata romana di Lecce, tra il I e il II secolo d.C. Augusto, ancor prima di diventare imperatore, passò da Lupiae in un momento particolarmente critico per lo Stato Romano. A seguito del tragico assassinio di Giulio Cesare, cercando in qualche modo di sdebitarsi con l’ospitalità ricevuta dalla città salentina, si ricordò di Lupiae finanziando la costruzione di 2 grandi edifici da spettacolo: l’anfiteatro romano ed il teatro romano di Lecce:

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L’anfiteatro romano di Lecce nei primi anni del ‘900

La datazione del monumento è ancora oggetto di discussione e oscilla tra l’età augustea e quella traiano-adrianea. Il monumento venne scoperto durante i lavori di costruzione del palazzo della Banca d’Italia, effettuati nei primi anni del ‘900:

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Le operazioni di scavo per riportare alla luce i resti dell’anfiteatro iniziarono quasi subito, grazie alla volontà dell’archeologo salentino Cosimo De Giorgi e si protrassero sino al 1940. Attualmente, è possibile ammirare solo un terzo dell’intera struttura, in quanto il resto rimane ancora nascosto nel sottosuolo di piazza Sant’Oronzo dove si ergono alcuni edifici e la chiesa di Santa Maria della Grazia. Un altro scatto dotografico effettuato ai primi del ‘900:

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Di fatto, l’altezza dell’arena originale era ben superiore rispetto a quella odierna. A tal proposito, riportiamo qui sotto il link ad un documentario con interessanti ricostruzioni digitali 3D realizzato nel 2015 dal CNR (IBAM-ISPC) nell’ambito del progetto DICET e diffuso su YouTube dal canale della Direzione regionale Musei di Puglia:

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