Puglia: operazione “Kairos” a Bari e Altamura. Eseguiti otto ordini di carcerazione nei confronti del clan Nuzzi

Otto affiliati e fiancheggiatori del clan Nuzzi di Altamura sono stati colpiti da condanne definitive, per oltre 90 anni di reclusione, a seguito dell’operazione convenzionalmente denominata “Kairos”. Con la decisione della Corte Suprema di Cassazione del 10.06.2021, che ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dagli imputati, è divenuta definitiva la sentenza della Corte d’Appello di Bari che, in data 06.11.2019, in riforma della sentenza, datata 03.05.2018, del GUP di Bari, aveva riconosciuto gli stessi colpevoli dei delitti contestati, a vario titolo -tra l’altro- di “associazione di tipo mafioso”, “associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti”, “omicidio”. Sette imputati, dei quali due già detenuti e quattro agli arresti domiciliari, sono stati arrestati, dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari. Ad uno è stato notificato un ordine di carcerazione e decreto di sospensione del medesimo.

Il provvedimento odierno, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bari, costituisce l’epilogo dei processi avviati a seguito delle indagini condotte, negli anni 2014-2016 dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo pugliese, nei confronti del clan Nuzzi, all’epoca attivo nel territorio di Altamura. Il blitz, eseguito nel gennaio 2017, era riuscito ad azzerare l’agguerrito gruppo criminale, facente capo a Nuzzi Pietro Antonio, detto “U leng”, documentando la commissione di una serie indefinita di attività delittuose, tra cui il traffico di stupefacenti, i reati contro il patrimonio (estorsioni e furti), contro la persona (omicidi e tentati omicidi), in materia di armi. Nel corso delle indagini furono sequestrati circa 50 chili tra cocaina, hashish e marijuana, ordigni rudimentali da utilizzare per atti intimidatori, numerose armi, anche da guerra e centinaia di munizioni, il tutto nella disponibilità del clan. Evidenziata la sproporzione tra i redditi dichiarati ed il tenore di vita dei nuclei familiari di Nuzzi Pietro Antonio e di Nuzzi Angelantonio, fu determinato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di 2 appartamenti, a loro in uso, correnti in Altamura, del valore di mezzo milione di euro. L’indagine aveva consentito anche di scoprire i mandanti e gli esecutori materiali di un duplice omicidio, un omicidio e due tentati omicidi, strategici per la conquista violenta del territorio da parte della nuova compagine criminale, posti in essere ai danni di pregiudicati altamurani, allo scopo di realizzare la conquista violenta dell’area.

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