Se frequentate le spiagge di Barletta o di Margherita di Savoia e avete notato la presenza di sabbia nera, non c’è motivo di allarmarsi. Questo curioso fenomeno è il risultato dell’eruzione di un antico vulcano, il Monte Vulture in Basilicata, oggi noto per i suoi laghi di Monticchio. Inizialmente, all’inizio del secolo scorso, il colore scuro della sabbia era attribuito alla decomposizione delle cozze nere, comuni nelle acque locali. Tuttavia, con l’avanzare della tecnologia e delle ricerche scientifiche, è emerso che, almeno in questo specifico caso, non si tratta di inquinamento, ma di un fenomeno naturale che rende il mare di Margherita uno dei più belli e puliti d’Italia. L’attività eruttiva del Monte Vulture ha lasciato tracce visibili lungo la parte della costa pugliese che unisce le Province di Foggia e Barletta-Andria-Trani, in particolare nelle aree di Zapponeta, Margherita di Savoia e Barletta:

I sedimenti trasportati dal fiume Ofanto, che sfocia in mare nella località Fiumara, contribuiscono a questo spettacolare paesaggio. Le correnti marine, come dimostrato da studi risalenti al 1982, condotti dall’Istituto Idrografico della Marina e dall’Istituto di Fisica dell’Atmosfera del CNR, trasportano detriti e minerali lungo le coste adriatiche pugliesi, confermando l’origine della sabbia scura. Recentemente, alcuni turisti, mentre si trovavano nella località salinara di Orno (area costiera nota anche per il suo patrimonio archeologico, viste le scoperte menzionate in un precedente approfondimento pubblicato su PugliaReporter.com) hanno notato la sabbia nera e hanno chiesto spiegazioni al gestore di uno stabilimento balneare. È fondamentale che gli operatori turistici siano informati sulla storia e le caratteristiche del territorio, in modo da poter fornire risposte adeguate ai visitatori curiosi. La sabbia scura, oltre ad essere visivamente distintiva, presenta anche una consistenza lucida e, in alcuni casi, può dare l’impressione di essere appiccicosa, simile alla pece. Tuttavia, non c’è motivo per preoccuparsi:
Questa sabbia è scura perché contiene minerali ferrosi provenienti dal Monte Vulture, un vulcano inattivo da secoli (già protagonista di un precedente approfondimento pubblicato sempre su PugliaReporter.com, che menzionava uno studio paleontologico riguardante il ritrovamento di un fossile che testimonia un’antica eruzione vulcanica avvenuta li dove oggi sono presenti i laghi di Monticchio, ubicati sui crateri nella vicina Basilicata). Durante la Seconda Guerra Mondiale, la sabbia veniva prelevata per la sua ricchezza di materiali ferrosi, ma oggi è riconosciuta per il suo valore ecologico. La sabbia di Margherita di Savoia è composta da minerali pesanti, frammenti calcarei e cristalli silicatici, e il suo trasporto avviene attraverso il fiume Ofanto, che raccoglie materiali lungo il suo percorso dall’alta Irpinia fino alla costa pugliese. Questo processo naturale, noto come “ripascimento“, è essenziale per la salute delle spiagge e deve essere preservato da attività antropiche dannose. Tale fenomeno, dunque, non va confuso con eventuali forme di inquinamento causato dall’uomo. Le aree con sabbia più scura si trovano in particolare a Torre di Pietra, Zona Orno, Carmosina e nella zona sud, fino alla foce dell’Ofanto. Tuttavia, simile fenomeno è riscontrabile anche presso la spiaggia Levante di Barletta, come documentato in questo filmato:
Le condizioni climatiche, come venti particolari, possono intensificare la formazione di cumuli di sabbia scura, mentre l’argilla nera che talvolta emerge è il risultato di sedimenti organici delle antiche paludi retrodunali. In conclusione, la sabbia nera di Margherita di Savoia non è solo un fenomeno affascinante, ma anche un elemento importante del paesaggio naturale ed un indizio sulla lunga storia geologica della Puglia e della Basilicata. Comprendere le sue origini e caratteristiche può arricchire l’esperienza dei visitatori e contribuire a una maggiore consapevolezza della bellezza e della complessità del nostro ambiente costiero. Leggi anche:
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