Terremoti in Puglia, prosegue lo sciame sismico: 99 scosse dall’inizio del 2025 nella provincia di Foggia

Il 25 settembre 2025, alle 20:22, è stato registrato un terremoto di magnitudo locale 2.2 con epicentro a 3 km da San Giovanni Rotondo e a una profondità di 20 km. Questo evento è stato seguito da altre quattro scosse, evidenziando un’attività sismica continua nella zona. L’ultima scossa, localizzata dalla Sala Sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Roma, si è verificata alle 00:36 del 28 settembre. Questa scossa ha avuto una magnitudo di 2 e un’epicentro a 18 km da Termoli e Campobasso, a una profondità di 10 km:

Le scosse proseguono nel tempo:

In precedenza, il 25 settembre alle 14:42, è stata registrata un’altra scossa di magnitudo 2.2, con epicentro in mare a 12 km da Lesina e a una profondità di 4 km. Un evento simile si è verificato il 23 settembre alle 7:54, con una magnitudo di 2 e un epicentro a 2 km da Lesina, a una profondità di 9 km. Infine, la prima delle recenti scosse è avvenuta il 22 settembre alle 13:41, con magnitudo 2.1 e epicentro a 14 km da San Nicandro Garganico, a una profondità di 4 km.

Contestualizzazione dell’attività sismica:

Con un totale di 99 terremoti di magnitudo uguale o superiore a 2 registrati nella provincia di Foggia dall’inizio dell’anno, la maggior parte di questi eventi si è verificata in mare, al largo del Gargano, in particolare nello specchio d’acqua tra i comuni di Lesina e San Nicandro Garganico. Questo è anche il luogo in cui si è verificato un sisma di magnitudo 4.7 il 14 marzo. L’attività sismica nella regione è influenzata dalla complessità geologica del Gargano, che è caratterizzato da faglie attive e movimenti tettonici. La presenza di queste faglie può spiegare l’alta frequenza di eventi sismici, anche se la maggior parte di essi ha una magnitudo relativamente bassa e non causa danni significativi. L’analisi delle recenti scosse nella provincia di Foggia evidenzia un’attività sismica costante, con eventi che si concentrano principalmente al largo della Costa Garganica. Sebbene la magnitudo di questi terremoti sia generalmente bassa, la loro frequenza richiede un monitoraggio continuo da parte delle autorità competenti. La comprensione di questi fenomeni è fondamentale per garantire la sicurezza della popolazione e per sviluppare strategie di mitigazione dei rischi sismici nella regione. Come già specificato in passato, inoltre, si ricorda che il rischio di tsunami (maremoto) può essere preso in considerazione soltanto nel caso in cui la forza di un terremoto dovesse superare la magnitudo 6.0.

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