Casalnuovo Monterotaro ricorda Domenico De Vita e i caduti nel campo di prigionia di Milovice

La cerimonia
Casalnuovo Monterotaro celebra la memoria di Domenico De Vita e dei caduti nel campo di prigionia di Milovice, in Repubblica Ceca. 4 novembre, nella Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, una ricorrenza che ogni anno invita a rinnovare la memoria, la gratitudine e l’impegno verso i valori fondanti della nostra Repubblica: la libertà, la democrazia e la pace.

La cerimonia si è svolta in un clima di grande partecipazione e profonda emozione. «Ho avuto l’onore di dare il saluto di benvenuto al Console Onorario della Repubblica Ceca per la Puglia, cav uff Riccardo Di Matteo, alla Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo “Mandes – Monti Dauni”, alla famiglia De Vita, al Vice Comandante della Stazione dei Carabinieri di Casalnuovo Monterotaro, Vice Brigadiere Sabino Tartaglia e ai suoi collaboratori, alle autorità civili e militari, alle Associazioni, alla Giunta e ai Consiglieri comunali presenti», ha spiegato il sindaco Pasquale Codianni.

«Un saluto particolarmente affettuoso è andato ai ragazzi e alle ragazze della scuola, che con la loro presenza ci ricordano che la memoria vive solo se la si affida al futuro. Abbiamo deposto la corona d’alloro all’Altare della Patria, un gesto semplice ma profondamente significativo: un atto di rispetto, di amore e di identità che unisce Casalnuovo a tutte le comunità italiane, in un unico grande abbraccio di riconoscenza. Il momento dell’alzabandiera, accompagnato dall’Inno di Mameli eseguito dall’alunna Maria Pia Pinto, ha fatto vibrare i nostri cuori, ricordandoci il valore dell’appartenenza e dell’unità nazionale».

Una lapide in onore dei caduti di Milovice
Il momento più toccante della cerimonia è stato senza dubbio lo scoprimento della lapide dedicata ai militari italiani e al nostro concittadino Domenico De Vita, caduto nel campo di prigionia di Milovice, in Repubblica Ceca, nel 1918, a soli ventun anni. Con questa lapide, Domenico torna simbolicamente a casa, nel suo paese, nella sua comunità. «Immaginiamolo: un ragazzo di vent’anni, lontano dalla sua terra, dai suoi affetti, che sogna di rivedere il suo paese e i suoi cari. Non ce l’ha fatta, ma oggi Casalnuovo lo riabbraccia, con gratitudine, rispetto e affetto. Questa lapide non è solo pietra: è memoria viva, è un abbraccio collettivo della nostra comunità a un suo figlio caduto e, insieme a lui, a tutti i giovani italiani che la guerra ha strappato alla vita. A distanza di oltre un secolo, rendiamo onore a chi ha sacrificato tutto per un ideale di patria e di libertà, ricordando che la pace è il dono più grande che le generazioni passate ci hanno consegnato», aggiunge il primo cittadino.

Il valore della memoria e il compito delle nuove generazioni:

«Il 4 novembre non è solo una data nel calendario: è un monito e una promessa”, aggiunge Codianni. “Ci invita a riflettere sul valore della pace, della libertà e della democrazia. Rendiamo omaggio alle Forze dell’Ordine, ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile, ai volontari, e a tutti coloro che, con coraggio e dedizione, garantiscono ogni giorno la sicurezza e la serenità delle nostre comunità. Un pensiero riconoscente va anche ai militari italiani impegnati all’estero, testimoni di pace nel mondo. Un momento particolarmente significativo è stato quello della nomina dei ragazzi della quinta primaria a Custodi della Bandiera Italiana dell’Altare ai Caduti per l’anno scolastico 2025–2026».

«Custodire la bandiera non è un gesto simbolico: significa onorare la memoria di chi ha dato la vita per essa e impegnarsi ogni giorno a rispettare i valori che rappresenta — libertà, solidarietà, rispetto e giustizia. Cari ragazzi, il futuro dell’Italia siete voi. Il modo in cui amerete la vostra terra, la vostra storia e la vostra comunità determinerà il domani del nostro Paese. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento anche ai docenti e al personale scolastico: a voi spetta il nobile e difficile compito di formare le coscienze, di educare alla libertà e al rispetto, di coltivare la memoria perché non diventi mai solo ricordo, ma impegno vivo».