Prosegue a oltranza lo sciopero degli operai dello stabilimento ex Ilva di Taranto, iniziato martedì 2 dicembre alle ore 12. Le sigle metalmeccaniche hanno richiesto un incontro urgente a Palazzo Chigi con la presenza della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Lo scopo di questa mobilitazione è chiaro:
Motivi della mobilitazione:
ottenere il ritiro del piano di decarbonizzazione recentemente presentato dal governo. La decisione di avviare lo sciopero è scaturita da una riunione del consiglio di fabbrica che ha evidenziato le preoccupazioni degli operai riguardo alle conseguenze del piano governativo. All’inizio, i lavoratori hanno bloccato i binari tra le aree di lavorazione della ghisa e dell’acciaio, segnalando la loro determinazione. In un primo momento, è stato deciso anche di fermare l’altoforno 4, ma questa decisione è stata successivamente revocata a causa del rischio di emissioni pericolose.
Blocchi estesi anche sulle strade:
Oltre alle restrizioni all’interno della fabbrica, sono stati organizzati blocchi anche all’esterno, lungo la statale 7 in direzione Bari. Questa azione tesa a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione ha ricevuto un’ampia attenzione mediatica.
Risposta delle istituzioni:
Il Ministero delle Imprese ha programmato una serie di incontri nei prossimi giorni, il primo dei quali è fissato per venerdì alle 12 con la Regione Puglia e i comuni di Taranto e Statte. Durante questo incontro si discuterà di piani di rilancio e investimenti, questioni fondamentali per il futuro dello stabilimento.
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