In Puglia condanne per “riorganizzazione del partito fascista”

Il Tribunale di Bari ha emesso una sentenza significativa, condannando il coordinatore provinciale e altri 11 militanti per “riorganizzazione del partito fascista“. Stando a quanto si apprende, il verdetto è il risultato di un’aggressione avvenuta nel settembre del 2018, durante la quale un gruppo di persone, che tornava da un corteo di protesta contro l’allora Ministro dell’Interno, fu attaccato:

Dettagli del processo:

Le condanne inflitte variano fino a 2 anni e mezzo di reclusione, accompagnate dalla privazione dei diritti politici per cinque anni. Inoltre, sette dei condannati sono stati trovati colpevoli anche di lesioni. Tuttavia, il tribunale ha deciso di assolvere altri cinque imputati, escludendo per tutti gli imputati l’aggravante della premeditazione. L’aggressione è stata descritta negli atti della Procura come un attacco di tipo “squadrista”, caratterizzato da violenza estrema:

Le violenze del 2018:

Secondo la ricostruzione, gli aggressori hanno utilizzato calci, pugni e strumenti come cinture, manganelli, sfollagente e manubri da palestra. Questi dettagli cruenti sono stati documentati dalle telecamere di sorveglianza, risultando fondamentali per la chiusura del caso. In particolare, tra le vittime del pestaggio vi è anche un’eurodeputata che ha denunciato l’accaduto. La violenza dell’incidente ha portato a una forte reazione pubblica e istituzionale, culminata con il sequestro della sede barese dell’organizzazione politica coinvolta nel processo. La difesa ha annunciato il ricorso in appello.

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