Un allarmante caso di crudeltà contro la vita animale ha sconvolto gli animalisti italiani: nei giorni scorsi, un medico di 51 anni – originario di Brindisi – è stato arrestato con l’accusa di aver seviziato e ucciso gatti randagi, con prove che ne attestano la responsabilità in atti di violenza che hanno portato alla morte di almeno tre felini e al tentato omicidio di altri cinque. Le indagini, condotte tra il 2023 e il 2025, hanno rivelato un quadro agghiacciante:
La sequenza degli eventi:
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate presso le colonie feline della città hanno permesso agli investigatori di ricostruire i movimenti dell’indagato, mostrando senza ombra di dubbio la sua implicazione in questi crimini odiosi. Secondo la ricostruzione accusatoria, il modus operandi del medico era spietato: avrebbe utilizzato una gabbia trappola insieme a un bastone e un girabacchino per catturare e aggredire gli animali innocenti. Durante una perquisizione presso la sua abitazione, gli agenti di Polizia hanno sequestrato strumenti di cattura e trovato tracce di sangue e peli di gatto, sia all’interno della gabbia che sull’auto del medico. Questo caso ha suscitato una forte reazione da parte di attivisti per i diritti degli animali e della comunità locale:
Reazioni degli animalisti:
«È profondamente inquietante che una persona con una formazione sanitaria, votata all’assistenza e alla cura delle persone malate, possa aver messo in atto violenze così efferate contro esseri indifesi», dichiara Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. «La tortura e l’uccisione di gatti randagi o di colonia sono indicatori di una violenza gratuita che deve essere perseguita con la massima severità dal sistema giudiziario» – si legge in una comunicazione diffusa sul sito ufficiale di LNDC – Animal Protection. «Se confermate, le accuse contro questo medico rappresentano una delle espressioni più becere di crudeltà verso gli animali che possiamo immaginare. Non si tratta di un atto isolato o di un errore: è una sequenza di violenze gratuite che meritano una risposta ferma e senza sconti. Non possiamo accettare che atti di tale brutalità restino impuniti o siano sottovalutati. Chiediamo giustizia in primis per le vittime, ma anche per difendere i valori di civiltà e rispetto che una società più evoluta deve garantire a tutti gli esseri senzienti», continua Rosati.
«LNDC Animal Protection sollecita ora che la Procura e l’autorità giudiziaria procedano con determinazione affinché fatti di così estrema crudeltà ricevano una risposta penale adeguata, a tutela non solo delle vittime dirette ma dell’intera società civile vista la pericolosità dei comportamenti messi in atto. L’associazione ribadisce il proprio impegno a vigilare sull’evolversi del procedimento, fino a costituirsi parte civile nell’eventuale processo per garantire che gli animali non restino mai più soli davanti a violenze di questo genere» – si legge. (Fonte: https://www.lndcanimalprotection.org/le-nostre-azioni/brindisi-medico-indagato-per-uccisione-gatti/).
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