Azienda tessile di Barletta scarica rifiuti e sfrutta i lavoratori. Cgil Bat Filctem: «Il lavoro nero esiste, serve presenza forte dell’ispettorato del lavoro»

In un’operazione della Guardia di Finanza del Comando Provinciale Barletta Andria Trani, sono state individuate gravi irregolarità da parte di un’azienda tessile di Barletta, solita ad abbandonare in vari punti della città, numerosi scarti di lavorazione di calzature e tessili chiusi in grandi sacchi neri di plastica. In seguito ai controlli è risultato che l’azienda non aveva mai istituito il registro di carico e scarico rifiuti, come anche non aveva mai ottemperato all’obbligo di iscrizione al registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei medesimi. Inoltre, nell’azienda i finanzieri hanno  trovato 11 lavoratori in nero che operavano in assenza di qualsiasi misura per la loro salute e sicurezza. A tal proposito, è stata diffusa una nota stampa della Cgil Bat Filctem e Confederazione:

«L’operazione di alcuni giorni fa e diffusa oggi dalla Gdf a Barletta conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che il lavoro nero esiste e anche, purtroppo, le irregolarità, se le responsabilità emerse saranno accertate. I risultati dell’ultima operazione condotta dai finanzieri del Comando provinciale hanno messo in luce la presenza di 11 lavoratori “assunti” in nero in un’azienda tessile». Pietro Fiorella, segretario generale Filctem Cgil Bat-Foggia sottolinea il fatto che «purtroppo il sommerso e le opacità sono purtroppo una piaga presente nel settore e in generale nel lavoro del nostro territorio. Ciò che nello specifico spiace, e che non possiamo non stigmatizzare, è che alla scoperta dei lavoratori sommersi non si arriva tramite operazioni finalizzate al controllo dell’occupazione ma partendo da illeciti ambientali, arrivando praticamente per caso alla scoperta. E questo la dice lunga sull’aspetto ispettivo in un territorio dove manca ancora una presenza forte dell’ispettorato del lavoro, se non una sede decentrata ad Andria».

«Parliamo di temi su cui più volte ci siamo soffermati e che ripetutamente segnaliamo perché creano un doppio danno, da un lato ai lavoratori che operano senza tutele e diritti e dall’altro agli imprenditori onesti che vengono parimenti danneggiati e penalizzati da chi ricorre a modalità evasive danneggiando infine il tessuto produttivo e alimentando un dumping economico importante. Naturalmente, noi della Cgil, non ci stancheremo mai di denunciare e lavorare per una cultura della legalità perché è evidente che c’è ancora molto da fare. Il punto è capire se c’è una volontà politica di colpire chi sfrutta le lavoratrici e i lavoratori oppure no, e se dagli slogan si decida di passare ai fatti», conclude Michele Valente, segretario generale Cgil Bat.

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