A pochi chilometri da Foggia sta riemergendo una gigantesca città romana, Herdonia era nascosta sotto terra da secoli ma negli ultimi anni …

Dettaglio di un’mmagine satellitare (da Google Maps)

Herdonia (o Erdonia) sorge su un poggio a sud-ovest di Ordona, nell’attuale provincia di Foggia. La sua riscoperta moderna è dovuta a una lunga campagna di scavi archeologici avviata nel novembre 1962 dall’archeologo Joseph Mertens. Quella prima fase di indagine, condotta ininterrottamente per trent’anni, ha portato alla luce importanti porzioni dell’abitato romano:

I ritrovamenti principali e l’impianto urbano:

tuttavia si stima che siano emersi appena il 20% degli insediamenti e delle strutture che un tempo costituivano la città. Gli scavi hanno permesso di ricostruire parte dell’impianto urbano di Herdonia: è stato individuato il tracciato delle mura cittadine e rinvenuti i resti di due templi, di una basilica, del foro, del mercato, delle terme e di un piccolo anfiteatro. Questi elementi offrono un quadro significativo della vita pubblica, religiosa ed economica della città romana, mostrando come Herdonia possedesse strutture tipiche di un centro urbano di rango locale-medio, con spazi collettivi e infrastrutture per il commercio e il tempo libero. Dopo tre decenni di attività intense, la campagna archeologica si è arrestata nel 2000 a causa di un contenzioso tra le autorità statali e i proprietari dei terreni su cui insistevano gli scavi. Questa interruzione ha rallentato la conoscenza complessiva del sito e ha lasciato molte zone ancora sepolte e potenzialmente ricche di dati archeologici. Nel 2014 parte dei terreni è stata acquisita dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBACT), consentendo di pianificare interventi di tutela e valorizzazione; nel maggio 2022 il Ministero ha completato l’acquisto della restante parte, aprendo formalmente la fase di progettazione per una nuova campagna di scavi. Questo riavvio amministrativo e logistico rappresenta una svolta: la disponibilità integrale del terreno permette di pensare a indagini stratigrafiche sistematiche, a interventi di conservazione e a progetti di fruizione pubblica che possano restituire alla comunità e agli studiosi ulteriori sezioni dell’antico abitato.

Il patrimonio archeologico e la fruizione:

I materiali recuperati durante gli scavi sono oggi conservati e in parte esposti nel museo archeologico di Herdonia, dove reperti ceramici, elementi architettonici e piccoli oggetti di uso quotidiano documentano aspetti della vita cittadina. Una nuova campagna di scavo, connessa a un progetto di valorizzazione, potrebbe ampliare notevolmente questo patrimonio espositivo, migliorare la conoscenza delle dinamiche insediative e favorire un’offerta culturale e turistica sostenibile per il territorio. Herdonia rappresenta un importante tassello per la conoscenza della romanizzazione nell’Italia meridionale: le strutture emerse finora restituiscono l’immagine di una città attiva e articolata, mentre gran parte del sito resta ancora da esplorare. L’acquisizione completa dei terreni da parte del Ministero e l’avvio della progettazione per nuovi scavi offrono una concreta opportunità per completare la ricostruzione storica di Herdonia e per valorizzarne il patrimonio a beneficio della ricerca e del pubblico. A tutti gli appassionati di Storia antica della Puglia, consigliamo di cliccare “mi piace” e di seguire la Pagina Facebook.com/PugliAntica/.

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