Violenta lite tra tifosi allo stadio San Nicola di Bari il 4 maggio 2025: misura cautelare eseguita a conclusione indagini

Nella prima mattinata odierna, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari e dell’obbligo di presentazione alla P.G., emessa dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un uomo di 36 anni, indagato per i reati di violenza privata aggravata, lesioni personali e violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, e di altri due soggetti, di 29 e 23 anni, indagati per i reati di violenza o minaccia a pubblico ufficiale e lesione personale, in concorso tra loro. Accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contradittorio con la difesa. Gli episodi richiamati nella misura emessa dal Gip si riferiscono a due vicende distinte che hanno come comune denominatore uno degli indagati:

Il primo riguarda i fatti accaduti lo scorso 4 maggio 2025, presso lo stadio San Nicola di Bari, quando, durante l’incontro di calcio Bari-Pisa, la tifoseria organizzata barese, nell’ambito di una contestazione diretta alla presidenza della società per gli scarsi risultati sportivi fino a quel momento conseguiti, dopo l’iniziale ingresso in curva nord superiore, senza vessilli e bandiere, a mezz’ora dall’inizio dell’incontro, in maniera coordinata, aveva abbandonato lo stadio per radunarsi in uno spazio esterno antistante l’impianto sportivo. Mentre la maggior parte degli gli ultras abbandonava l’impianto sportivo, una violenta lite si verificava tra alcuni tifosi nel settore superiore del menzionato anello: in particolare, secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Digos, l’odierno arrestato, dopo aver bloccato per il collo un tifoso, ragionevolmente in disaccordo con l’iniziativa intrapresa dalla tifoseria organizzata di abbandonare lo stadio, lo ha colpito al volto, per poi percuoterlo ripetutamente con diversi pugni, nonostante alcuni tifosi presenti tentassero di fermarlo e di farlo desistere dall’azione violenta. Altrettanta violenza l’indagato rivolgeva verso i due figli dell’aggredito, provocando loro altre lesioni

Secondo quanto emerso, anche mediante l’esame delle immagini registrate dagli operatori del locale Gabinetto di Polizia Scientifica e dal sistema di videosorveglianza dell’impianto sportivo, l’indagato ha voluto imporre ai tifosi percossi di abbandonare la curva. Il disaccordo di questi ha scatenato la furia dell’aggressore. Accogliendo la tesi investigativa, la locale Procura della Repubblica ha chiesto ed ottenuto, dal Giudice per le indagini preliminari, l’odierna ordinanza che dispone l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’uomo. L’indagato, subito dopo i fatti in argomento, era stato sottoposto dal Questore di Bari al provvedimento D.A.S.P.O. per la durata di otto anni.

Il secondo episodio riguarda fatti avvenuti nel novembre del 2024, per i quali hanno operato i militari della Compagnia Carabinieri di Bari Principale, per cui risulta indagato il medesimo soggetto del primo episodio in concorso con altre due persone, per i reati di violenza o minaccia a pubblico ufficiale e lesione personale, in concorso tra loro. Nel dettaglio i tre indagati hanno usato violenza nei confronti di un impiegato di una ditta edile incaricata da Arca Puglia di effettuare un sopralluogo presso un immobile, ammalorato, del citato ente, pretendendo da questi che eseguisse immediatamente i lavori di ripristino senza attendere l’iter burocratico previsto. Per detto episodio il Gip presso il Tribunale di Bari ha emesso la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due degli indagati, e prescritto la misura dell’obbligo di presentazione quotidiano alla Polizia Giudiziaria al terzo indagato. La menzionata ordinanza è stata eseguita da personale dell’Arma contestualmente a quella eseguita dalla Polizia di Stato, nella mattinata odierna.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti. Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti dell’indagato che, in considerazione dell’attuale fase delle indagini preliminari, è da presumersi innocente fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti le responsabilità e con la precisazione che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al giudice terzo e imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo allo stesso.

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