Il consumo di suolo in Puglia corre senza freni, erodendo ettaro dopo ettaro territorio agricolo e futuro produttivo, con altri 818 ettari persi che portano il totale a 158.628 ettari compromessi tra abbandono, cementificazione e impianti fotovoltaici a terra. È quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Puglia sui dati del Rapporto ISPRA 2025, diffusa in occasione della Giornata della Terra che si celebra il 22 aprile, mentre i pannelli fotovoltaici a terra hanno già occupato 758 ettari. Nel dettaglio, risultano consumati 37.306 ettari nella provincia di Bari, 10.660 nella BAT, 19.714 a Brindisi, 28.310 a Foggia, 39.093 a Lecce e 23.544 a Taranto, delineando un quadro reso ancora più critico dai cambiamenti climatici in corso – sottolinea Coldiretti Puglia – sul quale pesa anche la progressiva riduzione delle superfici agricole. Negli ultimi 50 anni è infatti scomparso quasi un terreno agricolo su tre, con un calo del 30% della superficie agricola utilizzabile dovuto all’abbandono e alla cementificazione, fenomeni che rendono i suoli impermeabili. Per questo diventa necessario difendere il patrimonio agricolo e garantire la disponibilità di terra fertile, riconoscendo pienamente il valore sociale, culturale ed economico dell’attività agricola.
Il consumo di suolo agricolo legato agli impianti fotovoltaici a terra rappresenta inoltre una minaccia per il futuro delle nuove generazioni di agricoltori – afferma Coldiretti Puglia – mentre la multifunzionalità energetica dovrebbe essere sviluppata come integrazione alle attività agricole e zootecniche, entro un limite massimo del 5% della superficie aziendale, con interventi realizzati direttamente dagli agricoltori e localizzati in aree marginali. La situazione è ulteriormente aggravata dagli effetti dei cambiamenti climatici, che ogni anno causano perdite rilevanti di produzione a causa di siccità, grandinate, gelate, tornado e nubifragi – insiste Coldiretti Puglia – a cui si aggiunge il rischio di dissesto idrogeologico che coinvolge 230 dei 257 comuni pugliesi. A subirne le conseguenze, oltre ai cittadini, soprattutto nelle aree rurali, sono le 11.692 imprese presenti sul territorio. Il rischio idrogeologico, con diversi livelli di pericolosità idraulica e geomorfologica, interessa il 100% dei comuni della BAT, il 95% delle province di Brindisi e Foggia, il 90% della provincia di Bari e l’81% di quella di Lecce, mentre sono 8.098 i cittadini esposti a frane e 119.034 quelli esposti ad alluvioni.
Diventa quindi urgente accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, attesa da quasi dieci anni e fondamentale per dotare il Paese di uno strumento efficace di tutela del territorio – conclude Coldiretti Puglia – e, allo stesso tempo, risultano necessari interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclo delle risorse idriche, insieme al potenziamento delle infrastrutture, in particolare della rete di invasi e dei bacini per la raccolta dell’acqua piovana, così da gestire meglio gli effetti dei cambiamenti climatici e sostenere la capacità produttiva.
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