
Anche in Puglia si registrano casi di Dengue, virus trasmesso dalla zanzara tigre, il principale vettore del virus in Italia. Da non confondere con la Febbre del Nilo occidentale (West Nile) – anch’essa segnalata in Puglia – la Dengue è una malattia che può causare febbre alta e altri gravi sintomi. La Asl di Lecce ha segnalato due casi nell’area di Ugento:
La ricostruzione della diffusione:
stando a quanto si apprende, uno è stato confermato, mentre il secondo caso sarebbe in attesa dell’esito degli ulteriori accertamenti, dopo che i primi test avrebbero dato risultato positivo. Si tratta di un episodio di particolare rilievo perché le persone coinvolte non hanno effettuato viaggi recenti in Paesi in cui la Dengue è endemica. Il caso confermato riguarda una persona attualmente ricoverata in Liguria, che aveva soggiornato a Ugento e frequentato anche alcune località nei Comuni di Ruffano e Alliste. La persona è parente di un altro individuo, residente a Milano, che aveva soggiornato negli stessi centri del Salento. Anche quest’ultimo ha manifestato sintomi compatibili con la Dengue. I primi esami sono risultati positivi e sono ora in corso ulteriori test per la conferma definitiva. Il Dipartimento di Prevenzione della Asl sta inoltre effettuando verifiche su un terzo parente, residente nella stessa area salentina, che nei giorni scorsi ha accusato sintomi analoghi. L’assenza di viaggi recenti in aree a rischio fa ipotizzare una trasmissione autoctona, cioè avvenuta localmente attraverso la puntura di una zanzara infetta. Per questo motivo, nei Comuni interessati sono stati disposti interventi di disinfestazione mirati a contrastare sia gli insetti adulti sia le uova, nelle aree pubbliche e, dove necessario, anche nelle proprietà private. Nei prossimi giorni, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata, saranno avviate attività di campionamento delle zanzare presenti nella zona. L’obiettivo è verificare l’eventuale presenza di insetti infetti dal virus e definire con maggiore precisione l’area interessata. Come riportato sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità, «Di origine virale, la dengue è causata da quattro virus molto simili (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4) ed è trasmessa agli esseri umani dalle punture di zanzare che hanno, a loro volta, punto una persona infetta. Non si ha quindi contagio diretto tra esseri umani, anche se l’uomo è il principale ospite del virus. Il virus circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni, e in questo periodo la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri.
Nell’emisfero occidentale il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti, anche se si sono registrati casi trasmessi da Aedes albopictus. La dengue è conosciuta da oltre due secoli, ed è particolarmente presente durante e dopo la stagione delle piogge nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico e Cina, India, Medioriente, America latina e centrale, Australia e diverse zone del Pacifico. Negli ultimi decenni, la diffusione della dengue è aumentata in molte regioni tropicali. Nei paesi dell’emisfero nord, in particolare in Europa, costituisce un pericolo in un’ottica di salute globale, dato che si manifesta soprattutto come malattia di importazione, il cui incremento è dovuto all’aumentata frequenza di spostamenti di merci e di persone.
Sintomi e diagnosi:
Normalmente la malattia dà luogo a febbre nell’arco di 5-6 giorni dalla puntura di zanzara, con temperature anche molto elevate. La febbre è accompagnata da mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea e vomito, irritazioni della pelle che possono apparire sulla maggior parte del corpo dopo 3-4 giorni dall’insorgenza della febbre. I sintomi tipici sono spesso assenti nei bambini. La diagnosi è normalmente effettuata in base ai sintomi, ma può essere più accurata con la ricerca del virus o di anticorpi specifici in campioni di sangue.
Prevenzione e trattamento:
La misura preventiva più efficace contro la dengue consiste nell’evitare di entrare in contatto con le zanzare vettore del virus. Diventano quindi prioritarie pratiche come l’uso di repellenti, vestiti adeguati e protettivi, zanzariere e tende. Dato che le zanzare sono più attive nelle prime ore del mattino, è particolarmente importante utilizzare le protezioni in questa parte della giornata. Per ridurre il rischio di epidemie di dengue, il mezzo più efficace è la lotta sistematica e continuativa alla zanzara che funge da vettore della malattia. Ciò significa eliminare tutti i ristagni d’acqua in prossimità delle zone abitate, ed effettuare vere e proprie campagne di disinfestazione che riducano la popolazione di Aedes. A febbraio 2023, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato l’utilizzo e la commercializzazione di Qdenga (Takeda), un vaccino tetravalente vivo attenuato per la prevenzione della malattia da Dengue causata da uno qualsiasi dei quattro sierotipi del virus. Il vaccino ha ricevuto anche l’approvazione da parte dell’EMA (European Medicines Agency) a dicembre 2022. Un secondo vaccino il Dengvaxia (Sanofi Pasteur), non commercializzato in Italia, è indicato solo per persone residenti in aree endemiche e che abbiano avuto una precedente infezione da Dengue, confermata attraverso dei test di laboratorio. Non esiste un trattamento specifico per la dengue, e nella maggior parte dei casi le persone guariscono completamente in due settimane. Le cure di supporto alla guarigione consistono in riposo assoluto, uso di farmaci per abbassare la febbre e somministrazione di liquidi al malato per combattere la disidratazione. In qualche caso, stanchezza e depressione possono permanere anche per alcune settimane. La malattia può svilupparsi sotto forma di febbre emorragica con emorragie gravi da diverse parti del corpo che possono causare veri e propri collassi e, in casi rari, risultare fatali» – conclude l’approfondimento pubblicato sul sito web dell’Iss.
