Taranto: prosegue la mobilitazione degli operai dell’ex Ilva, presidio tutta la notte

Gli operai dell’ex Ilva di Taranto hanno continuato la loro protesta a oltranza anche durante la notte, affrontando l’umidità e accendendo fuochi per scaldarsi lungo il presidio allestito nei pressi della rotonda sulla statale 106 (Metaponto-Reggio Calabria). La mobilitazione prosegue in attesa di una nuova convocazione del tavolo di confronto con il governo. I sindacati dicono no alla cassa integrazione che ritengono  non sia una soluzione adeguata alla crisi e chiedono al Governo una convocazione immediata a Palazzo Chigi per definire misure straordinarie a tutela di occupazione e reddito, oltre a un piano industriale basato sulla decarbonizzazione.

Le segreterie territoriali e le Rsu confermano che la mobilitazione continuerà finché non si otterranno garanzie concrete sul futuro occupazionale e produttivo del gruppo siderurgico. “Ai lavoratori dell’ex Ilva va la mia solidarietà e la vicinanza di tutta la Puglia. Per Taranto chiediamo certezze. Esiste una strada ed è quella di una fabbrica decarbonizzata: chiediamo di conoscere tempi e risorse, oltre ai piani sugli incentivi per attrarre nuovi investimenti che ci erano stati preannunciati ad agosto – dichiara il presidente Decaro.

“Nel frattempo l’ex Ilva – prosegue – può e deve continuare a lavorare con le attività produttive del “processo a freddo”, che possono proseguire ed essere ampliate, e con la manutenzione e messa in sicurezza delle aree. Ci aspettiamo di trovare le risposte che Taranto aspetta, nel decreto che il governo sta preparando in queste ore. Con la sola cassa integrazione crolla il sistema economico e sociale della città” – conclude Decaro.

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