Ex Ilva Taranto, la Corte Suprema di Cassazione respinge i ricorsi del blocco dell’area a caldo

La Corte Suprema di Cassazione ha respinto i ricorsi presentati da Ilva e Acciaierie d’Italia contro il decreto della Corte d’Appello di Milano che, il 27 luglio, aveva disposto la fermata dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto. La decisione è arrivata dieci giorni dopo l’udienza a sezioni unite e conferma la sospensione degli impianti. Nel provvedimento, la Suprema Corte sottolinea che «il massimo livello di tutela apprestato dalla Carta costituzionale alla vita, alla salute e all’ambiente è un dato acquisito». I giudici hanno rigettato le contestazioni delle due società sia sulla competenza della giustizia ordinaria a intervenire sull’Autorizzazione integrata ambientale, sia nel merito dell’azione inibitoria collettiva promossa dall’associazione Genitori Tarantini.

La conferma definitiva: 

Stando a quanto si apprende, tra gli elementi considerati ci sarebbe anche la presenza di di amianto nei cowpers degli altiforni, ritenuta un pericolo attuale. La pronuncia conferma quindi lo stop dell’area a caldo e lascia gli altiforni fermi. Una decisione che mette in discussione la prosecuzione del ciclo integrale dell’acciaieria di Taranto, mentre il confronto sulle prospettive industriali e occupazionali dello stabilimento resta aperto. Riguardo il sito web di PugliaReporter.com, ricordiamo che è possibile ricevere tutte le news in tempo reale attraverso i seguenti canali app e social: