Bisceglie: la pulitissima acqua dello scarico che sfocia in zona San Francesco – video

“Depuratore di Bisceglie super efficiente. Nessuno che lo critichi, perché scarica perfettamente” – è il commento di una cittadina a proposito dello scarico a mare che trasporta acqua proveniente dal depuratore sino alla costa in zona San Francesco, nel comune di Bisceglie. Nelle foto e nei filmati diffusi in rete lo scorso 8 marzo, si nota fuoriuscire acqua di un colore molto interessante. A dirla tutta, del particolare fenomeno ne avevamo parlato già in precedenti occasioni. In diversi casi, alcuni attivisti locali avevano tentato in tutti i modi di far luce sulla questione, ma la situazione a distanza ormai di anni, è quella che è possibile constatare attraverso le numerose documentazioni video e fotografiche diffuse in rete.

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Materiale, dunque, non occasionale (a tal proposito, ricordiamo inoltre che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui). Inoltre è possibile inviare immagini all’indirizzo email redazione@pugliareporter.com.

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Nel corso degli ultimi giorni, erano stati illustrati interventi con la potenzialità dell’impianto da 67.579 Abitanti equivalenti (Ae, unità di misura che definisce la quantità di sostanze organiche biodegradabili), a 85.714 Ae, adeguandosi così ai parametri di legge. Gli interventi, facevano sapere fonti giornalistiche, riguardano sia la linea di trattamento delle acque, con un nuovo impianto di sollevamento e una ulteriore filtrazione, che la linea dei fanghi, con la realizzazione fra l’altro, di un nuovo digestore anaerobico. I lavori, finanziati con fondi CIPE, sono costati circa 2,9 milioni di euro.

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Sarebbe dunque opportuno chiedere spiegazioni a coloro che in passato avevano parlato di manutenzione degli impianti e che avevano assicurato un’adeguamento degli stessi. A pochissimi chilometri di distanza, un altro scarico a Torre Calderina, li dove è stato approvato il progetto di una mega-condodda sottomarina che trasporterà così indisturbata l’acqua proveniente dai depuratori nelle profondità marine. In quel caso, a progetto ultimato, per i passanti non sarà più possibile constatare il colore dell’acqua di scaricocapito il discorso? Nel frattempo, a San Francesco la situazione è la seguente:

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Tornando invece a Torre calderina: mentre quell’acqua dal caratteristico colore viene scaricata tra Bisceglie e Molfetta, a Fasano, comune, regione, autorità idrica e Università, hanno già messo a disposizione 300.000 euro per un progetto finalizzato a promuovere un processo di potabilizzazione dei reflui urbani attraverso una tecnica innovativa; ultra-filtrazione a membrana, ossidazione avanzata con Ozono e Perossido di idrogeno, bio-filtrazione a basso carico integrata in un bacino di accumulo e ossidazione avanzata con raggi UV e Perossido di idrogeno. In parole povere, i liquami, attraverso un accurato processo, potranno tornare acqua potabile. Se questo è possibile in provincia di Brindisi, perché non farlo anche nella BAT? Non solo: in molte località del mondo si parla di impianti di desalinizzazione, già menzionati anche in Puglia vista la nota emergenza idrica che ha interessato buona parte della regione negli ultimi tempi.

Perché quindi non discutere con i cittadini per concretizzare il riutilizzo dei reflui piuttosto che di condotte sottomarine visto che è possibile farlo? Ripubblichiamo qui sotto un video diffuso dalla nostra redazione alcuni mesi fa (sperando che la questione non finisca qui):

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“In occasione della conferenza stampa tenutasi martedì 20 febbraio al comune di Molfetta che ha visto la partecipazione della Regione Puglia, del comune ospitante, di A.I.P. e di A.Q.P., è stato presentato “lo schema di gestione circolare della risorsa idrica” volta a migliorare il ciclo di depurazione e smaltimento dei reflui ed il riutilizzo della risorsa idrica depurata attraverso il suo affinamento, http://www.aip.gov.it/news/389-molfetta-presentazione-gestione-circolare-della-risorsa-idrica.html – si legge in un comunicato diffuso diffuso sul sito di Legambiente Molfetta.

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“Nel corso dell’incontro”si legge ancora nel comunicato di Legambiente Molfetta datato  marzo 2018“la Consigliera del Presidente con delega ai Lavori Pubblici e Tutela delle Acque Anna Maria Curcuruto, dopo averlo presentato, ha ribadito la priorità della realizzazione della condotta sottomarina”.

“Come Circolo Legambiente di Molfetta, non capiamo per quale motivo, a fronte di un intervento complessivo di quasi € 73.000.000, non si considerino prioritarie le opere di adeguamento e miglioramento degli impianti di depurazione di Molfetta, Bisceglie, Corato, Terlizzi e Ruvo di Puglia ed il revamping degli impianti di affinamento delle acque reflue di Molfetta e Ruvo, Corato e Terlizzi oltre alla realizzazione di quello al servizio del depuratore di Bisceglie. Ricordiamo che il Comitato regionale per la VIA ha espresso forti dubbi sul progetto della condotta”.

“Rimaniamo senza parole di fronte alla posizione dell’amministrazione Minervini che tramite l’Assessore Caputo ha dato parere favorevole alla realizzazione della condotta, smentendo il diniego alla stessa espresso nelle conferenze di servizi indette dall’Aip il 13 ottobre 2017 ed il 12 gennaio 2018 ed allineandosi alla precedente amministrazione”.

“Pur riconoscendo la volontà della Regione Puglia, di Aip e Aqp insieme ai comuni interessati di ragionare, finalmente, in maniera pianificata su depurazione e riutilizzo delle acque reflue, non possiamo che confermare la nostra contrarietà al progetto della condotta, ribadendolo in tutte le sedi opportune”.

“Parlare di recupero dell’area di Torre Calderina, approvando un progetto così impattante per la stessa ci sembra contraddittorio, a fronte delle criticità emerse durante l’inchiesta pubblica indetta dalla Regione Puglia e le successive valutazioni d’impatto ambientale”. E mentre si discute ancora della condotta sottomarina di Torre Calderina e della situazione dello scarico a San Francesco, vogliamo deliziarvi con una “cartolina” diffusa sui social: