Due delfini morti a Barletta, 11 tartarughe decedute tra Bari e BAT negli ultimi giorni. Non gettate mascherine e guanti nel mare

Anche se non ci sono – per ora – prove tangibili che la causa del decesso di molteplici animali marini negli ultimi giorni sulla costa tra i territori di Bari e Barletta-Andria-Trani possa essere attribuita alla presenza di rifiuti abbandonati in mare, preoccupa il triste fenomeno confermato anche nelle ultime ore:

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Come avevamo già riportato nei giorni scorsi, tra Barletta, Bisceglie, Giovinazzo e Bari sono stati individuati i corpi senza vita di tartarughe marine del genere Caretta Caretta. Successivamente, altre due carcasse sono state avvistate e segnalate da alcuni cittadini sulla costa biscegliese. Nelle ultime ore, inoltre, è giunta notizia del ritrovamento del cadavere di un delfino tra gli scogli del lungomare di Barletta. Si tratta del secondo delfino morto trovato sulla costa barlettana nell’arco di poco più di due settimane se si tiene in considerazione un primo ritrovamento segnalato lo scorso mese da fonti giornalistiche telematiche. Cosa stia accadendo nello specifico non ci è dato sapere: le indagini le lasciamo agli esperti e a chi ha il compito di effettuare analisi approfondite sui corpi di questi poveri animali. Ciò che è certo è che nelle ultime settimane, oltre alla presenza di reti da pesca, gli ambientalisti pugliesi hanno recuperato anche guanti e mascherine abbandonati nel periodo dell’emergenza sanitaria causata dal nuovo coronavirus. In attesa che si possa verificare la causa (o le cause) di questo drammatico fenomeno, chiediamo a tutti i cittadini di sensibilizzare il prossimo affinchè nel nostro mare non vengano gettati rifiuti di alcun genere. Solo per quanto concerne la plastica, questa, sminuzzandosi in minuscoli pezzettini a causa delle correnti marine, genere il triste fenomeno delle “lacrime di sirena”, ovvero di pezzetti quasi microscopici che vengono scambiati per cibo dai pesci. Gli stessi pesci che poi, spesso, finiscono nelle nostre tavole. Quando questi pezzi di plastica non sono ancora minuscoli, possono essere scambiati per delle prede da pesci, uccelli, tartarughe marine e cetacei. Il risultato è una silenziosa strage causata da una cattiva abitudine umana. Importante: le carcasse vanno sempre denunciate alla Capitaneria di Porto che provvederà al recupero dei corpi per eventuali analisi nel tentativo di risalire alle cause del decesso. I post precedentemente condivisi su Facebook:

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Pubblicato da Giacomo Jack Sinisi su Martedì 2 giugno 2020

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Pubblicato da Centro Recupero Tartarughe Marine WWF Molfetta su Domenica 24 maggio 2020

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